Lavoratori stranieri, come fanno uscire i soldi dall’Italia

rimesse stranieri

I fondi trasferiti all’estero, ufficialmente, sono stati 5,3 miliardi. Ma non sono tutti…

I lavoratori stranieri in Italia sono terzi nella classifica europea che misura la quantità di denaro che trasferiscono all’estero. Sono le famose “rimesse verso l’estero”. Ecco i numeri.

I lavoratori stranieri e la fuga di capitali dall’Italia

Significa che nel 2014, come mostra il grafico, gli stranieri hanno trasferito all’estero 5,3 miliardi di euro. Il picco si è avuto nel 2011 con 7,4 miliardi, picco causato dell’aumento della popolazione residente di origine straniera. Nel 2011 l’ammontare trasferito all’estero è stato pari allo 0,5% del Pil italiano dell’epoca.

Nel 2014 ogni straniero residente in Italia ha, invece, trasferito all’estero 1.064 euro l’anno, ma, attenzione, questo ammontare è solo quello rilevato dalle autorità di controllo perché transitato per canali ufficiali (banche, money transfer ma anche poste). Una larga fetta di denaro viene trasferito senza seguire i canali ufficiali e quindi sfugge ad ogni rilevazione.

lavoratori stranieri

In genere il canale informale più usato è quello di amici e conoscenti che si incaricano di consegnare alle famiglie delle persone conosciute nel Paese di residenza i soldi che questi gli affidano. Il problema, dal punto di vista delle autorità di controllo, è quello di ipotizzare a quanto ammonti questo flusso di denaro.

Il modello Bankitalia per prevedere la fuga di capitali

Per farlo, la Banca d’Italia ha elaborato un modello economico che si basa sulla vicinanza del Paese di origine al Paese di residenza del lavoratore straniero. Questo modello considera anche il tasso di lavoro nero e l’importo medio della retribuzione oltre a numerose altre variabili come, ad esempio, la quantità di minorenni stranieri. Il risultato è che nel 2011 se la massa di denaro trasferito per vie ufficiali è stato pari a 7 miliardi e 394 milioni, quello uscito per vie informati è stato tra i 758 milioni e i 2 miliardi e 771 milioni per un totale, quindi, compreso tra i 8 miliardi 152 milioni e i 10 miliardi e 165 milioni: in questo secondo caso si tratterebbe di oltre l’1% del Pil.

Se si applica questo calcolo ai dati più recenti, quelli del 2014, si scopre che mentre le rimesse ufficiali sono state pari a 5 miliardi 334 milioni, quelle informali vanno stimate tra un minimo di 665 milioni ad un massimo di 2 miliardi 510 milioni per un totale complessivo tra i 5 miliardi 999 milioni e i 7 miliardi 844 milioni.

Un terzo dei trasferimenti all’estero è informale

Se si considera il picco più alto della forbice, significa che nel 2014 le rimesse informali da parte di lavoratori stranieri in Italia hanno rappresentato il 32% del totale dei soldi trasferiti all’estero e, anche, che nel corso degli ultimi 20 anni la quota di denaro inviata per via informali è calata del 20% circa. I motivi? Un abbattimento dei costi di trasferimento e una maggiore integrazione delle persone straniere residenti nel tessuto economico nazionale.

I dati si riferiscono al: 2005-2014
Fonte: Banca d’Italia

Leggi anche:

La metà dei cittadini stranieri è laureata

Ti piace citare i numeri veri quando parli con gli amici? – La redazione di Truenumbers.it ha aperto un canale Telegram: qui potrai ricevere la tua dose quotidiana di numeri veri e le ultime notizie; restare aggiornato sulle principali news (con dati rigorosamente ufficiali) e fare domande. Basta un attimo per iscriversi. Un’ultima cosa: siamo anche su Instagram.