Gli arresti per terrorismo sono stati 1.077 in un anno

Cresce la minaccia jihadista in Europa (insieme alle vittime): 200 attentati

Dopo l’attacco dei terroristi a Londra viene da chiedersi se sia possibile prevenirli e se mai ci siamo riusciti. Insomma, riusciamo a fermarli prima che compiano una strage, mentre la stanno preparando? Secondo gli ultimi dati disponibili forniti da Europol, nel 2015 ci sono stati più di duecento attentati che hanno provocato 151 morti, 360 feriti, 1077 arresti e 514 condanne penali.  Insomma, qualcuno riusciamo a beccarlo prima che si faccia saltare in mezzo alla gente. Anzi, più di qualcuno. Ecco i numeri degli arresti per terrorismo.

Il 64% degli arresti per terrorismo riguardano europei

Sono 1.077 le persone arrestate in Europa nel 2015, il 64% sono cittadini europei, accusati di reati legati al terrorismo. Erano 774 solo un anno prima. Si tratta di arresti effettuati in Francia (424), Spagna (187) e Regno Unito (134).

La maggior parte degli arresti (687) avvenuti in Europa nel 2015 hanno riguardato il terrorismo jihadista, molti meno (168) quelli legati al separatismo nazionalista, all’anarchismo e all’estrema sinistra (67) e alla destra xenofoba (11, molti meno rispetto ai 34 del 2014).

I terroristi sono sempre più giovani

Rispetto agli anni passati c’è stato un aumento degli arresti di giovani terroristi sotto i 25 anni: erano 87 nel 2013, sono saliti a 178 nel 2014 e a 268 nel 2015.

Ci sono anche donne tra i terroristi

Il numero totale di donne arrestate in relazione ad atti terroristici è quasi duplicato, da 96 nel 2013 a 171 donne nel 2015. In particolare, le donne arrestate con l’accusa di terrorismo jihadista erano 6 nel 2013, 52 nel 2014 e 128 nel 2015.

Chi sono i terroristi russi

Circa due terzi degli arrestati (63%) sono cittadini europei e la maggior parte sono addirittura nati in Europa (58%). Nel 2015 c’è stato anche un notevole aumento del numero di persone arrestate di origine russa (erano 18 nel 2014, sono saliti a 53 un anno dopo), delle quali 21 legate all’Isis e in particolare 13 donne.

Riusciamo a prevenire il 44% degli attacchi

Quasi la metà (44%) degli arresti sono stati arresti preventivi, con l’accusa di fare parte di cellule terroriste. Gli arresti compiuti in seguito ad un attacco, invece, sono stati il 13% nel 2013 e saliti al 23% nel 2015.

Che fine fanno i terroristi arrestati?

I procedimenti penali legati al terrorismo nel 2015 sono stati 217. Riguardano 513 persone, di cui 85 donne. Per la prima volta dal 2008, la maggior parte dei verdetti riguarda casi di terrorismo jihadista, con punte rilevanti in Austria, Cipro, Danimarca, Svezia e Belgio, che registra il più alto numero di condanne per terrorismo jihadista (120).

Nel 79% dei casi il verdetto è stato una condanna, mentre le assoluzioni  costituiscono il 21% dei verdetti pronunciati. Questa percentuale è leggermente inferiore a quella del 2014 (24%) e del 2013 (23%) e continua la tendenza al ribasso rispetto agli anni precedenti (30 per cento nel 2012 e 31 per cento nel 2011). In alcuni casi, gli imputati sono stati assolti da reati terroristici, ma sono stati condannati per altri reati, come il possesso illegale di armi da fuoco, la falsificazione di documenti, l’incendio, ecc. Se contiamo solo i reati terroristici di stampo  jihadista, quasi tutti (94%) gli imputati sono stati riconosciuti colpevoli e condannati.

Un terrorista sta in carcere solo 7 anni

I tribunali hanno ordinato diverse sanzioni per coloro che sono stati dichiarati colpevoli di reati terroristici nel 2015: detenzione, sanzioni pecuniarie, trattamenti detentivi in strutture sanitarie e in comunità. In alcuni casi il tribunale ha inoltre imposto restrizioni ai diritti civili oppure ha revocato la cittadinanza. Le pene detentive ordinate dai tribunali vanno dai sette giorni ai 397 anni di carcere. In media, la condanna è a sette anni di reclusione mentre quelli condannati  a dieci e più anni di reclusione sono (solo) il 20% del totale.

I dati si riferiscono al: 2015
Fonte: Interpol

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