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In 18 anni non è mai sceso sotto il 60% dei consensi. La guerra in Ucraina li ha aumentati

Tra le parole associate più spesso al nome di Putin su Google appaiono Siria, Crimea, Isis ed Trump. Le domande che gli italiani digitano più spesso su questo leader russo sono spesso legate a qualche complotto, vero o ipotetico che sia. Ci si chiede perché il presidente Putin difenda Assad o i motivi che lo spingono a bombardare la Siria. I feticisti poi vogliono sapere cosa mangi o dove viva l’ex agente del Kgb rieletto presidente della Russia  nel 2012. Quest’uomo, così chiacchierato in Europa e nel mondo, è temuto o è amato in patria?

Più dell’80% dei russi lo sostiene

C’è una ricerca che in qualche modo può aiutare a rispondere ad una domanda del genere. Il centro studi dell’Unione europea ha diffuso infatti i risultati dei sondaggi sulla popolarità dei leader russi condotti dal Levada Center. Si tratta di un’organizzazione non governativa russa che fa ricerche sugli aspetti più disparati della vita in Russia. Ad esempio hanno analizzato la disoccupazione, la xenofobia e i sentimenti della popolazione nei confronti della guerra.

Alla domanda che noi europei ci poniamo rispetto alla approvazione di cui gode in patria Putin, ecco le risposte emerse da questa ricerca.

Il grafico sopra mostra il consenso e la disapprovazione dei russi rispetto alle azioni intraprese da Vladimir Putin come presidente della Russia. L’analisi dei dati giunge al maggio 2017 ma parte dal 1999, quando Putin fu eletto per la prima volta Primo Ministro.

Le purghe del 2013

L’approvazione dei russi verso l’attuale presidente non è mai scesa al di sotto del 60%. Il momento di crisi più acuta è stato il gennaio del 2013, in quella data il suo gradimento presso gli intervistati si è assestato intorno al 62%.  Alcuni giornali russi infatti hanno definito il 2013 come l’anti-anno di Putin. è stato l’anno in cui sono stati introdotti più divieti e in cui ci sono state più “epurazioni” in Russia. In quell’anno infatti sono entrate in vigore le leggi contro il fumo e i divieti per i mezzi pesanti di circolare sul raccordo che circonda il centro di Mosca. C’è stato il caso di Mikhail Khodorkovsky, ex patron del colosso petrolifero Yukos, arrestato per furto, frodi su larga scala ed evasione fiscale nel 2003 torna in libertà proprio nel 2013. Poi ci fu la decisione di concedere asilo politico a Snowden.

Applausi per la guerra in Crimea

L’anno successivo però Putin ritrova il pieno consenso dei suoi concittadini e il grafico infatti mostra un picco. Tra gennaio e dicembre infatti l’approvazione dei russi passa dal 65% all’85%. Il 2014 è stato l’anno della Guerra in Crimea e del tentativo  di scissione della penisola dall’Ucraina, la cui economia è molto legata agli aiuti europei, come Truenumbers ha scritto  in questo articolo.

Nei primi 5 mesi mesi dell’anno Putin ha avuto contro solo il 18% degli intervistati, mentre a favore si sono schierati più dell’80% dei russi interpellati.

Il Primo ministro? Segue

Alla guida del paese però tra il 2008 e il 2012 c’è stato Dmitry Medvedev. I russi non sembrano avere la stessa empatia nei confronti di Medvedev. Se si da un’occhiata al grafico qui sopra ci si rende immediatamente conto di come la disapprovazione verso le scelte di Medvedev sia stata molto più ampia rispetto a quella riservata a Putin.

Nel 2011 il delfino di Putin ha subìto un brusco tracollo. I consensi sono scesi bruscamente dal 75% del dicembre 2010 al 57% del dicembre dell’anno successivo. E da lì al 2014 è stata una discesa continua. Tra i russi serpeggiava del malcontento e Medvedev, in quanto Primo ministro, veniva ritenuto responsabile.


È stato uno dei momenti peggiori dal punto di vista del consenso popolare. Nel gennaio la disapprovazione verso il politico ha raggiunto il 51%, mentre i suoi sostenitori sono stati il 48%.

La crisi della Crimea ha aiutato l’immagine del Primo ministro e a fine 2014 la situazione è apparsa capovolta. I sostenitori sono stati il 63%, mentre i dissensi sono scesi al 35%.

Per Medvedev il 2017 inizia male

Anche il 2017 sembra essere abbastanza avverso per il  politico russo. Ed ecco una sorpresa. Tra gennaio e maggio infatti la sua popolarità ha subìto un nuovo tracollo e i suoi detrattori sono tornati ad essere più dei sostenitori. A marzo il 57% dei russi intervistati si dichiarava in disaccordo con Medvedev, mentre solo il 42% lo appoggiava.

Anche il Governo non se la passa bene

Dall’analisi dell’approvazione delle attività parlamentari appare un dettaglio di cui prendere coscienza. L’andamento del consenso governativo e quello medvedeviano sono stati molto simili. Nei primi mesi del 2017 i russi si sono dichiarati contrari alle azioni messe in atto dai propri rappresentanti. La disapprovazione è arrivata al 55% del campione, mentre solo il 44% ha dichiarato di appoggiare le scelte del Governo. Se si osservano il grafico sui consensi di Medvedev e quelli del Governo si noterà una netta somiglianza, cosa che invece non avviene con quello del presidente russo.

I dati si riferiscono al: 1999-2017

Fonte: Parlamento europeo e Levada Center

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