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Erano il 3,6% nel 2008. In 9 anni sono arrivati all’8,4%. Colpito soprattutto il Sud

Nel 2008 in Italia c’erano circa 2 milioni di cittadini in povertà assoluta, corrispondenti al 3,6% della popolazione. Con l’esplosione della crisi economica il loro numero è più che raddoppiato, arrivando al 7,3% nel 2013 e all’8,4% nel 2017. Secondo l’Istat, una cifra mai così alta da almeno due decenni.

I numeri della povertà in Italia

Il grafico sopra mostra innanzitutto la percentuale di poveri nell’ultimo decennio e la loro distribuzione da Nord a Sud. Il dato più significativo è proprio quello del Mezzogiorno: qui nel 2017 1 residente su 10 si è trovato in condizioni di povertà assoluta. Di chi si tratta? Di cittadini che spendono meno rispetto al “valore monetario di un paniere di beni e servizi considerati essenziali per evitare gravi forme di esclusione sociale“, dice l’Istat. Questa soglia, spiega sempre l’Istituto di statistica, viene fissata annualmente in base all’andamento dei prezzi.

Nella seconda scheda del grafico, invece, sono riportate le percentuali di cittadini che, nello stesso periodo, si sono ritrovati in una condizione di povertà relativa. Con questo termine, l’Istat si riferisce a chi ha una spesa per consumi “inferiore o uguale alla spesa media per consumi pro-capite”. In tutto il Paese si parla di quasi 10 milioni di individui, cioè 1 italiano su 6. Gran parte si trovano al Sud: qui si è passati dal 20,1% di residenti in povertà relativa del 2008 al 28,2% del 2017, corrispondenti a quasi 6 milioni di persone. Al centro, invece, l’aumento dei poveri conseguente all’esplosione della crisi economica è stato più contenuto. Erano l’8,5% nel 2008 e sono cresciuti di 2 punti percentuali in 9 anni. Situazione leggermente peggiore al nord, con un incremento del 3%.

Chi sono gli italiani poveri

I dati Istat sulla povertà permettono anche di fare un identikit degli italiani in difficoltà. Il grafico sotto mostra innanzitutto la percentuale di poveri fra i giovani (con età compresa fra i 18 e i 35 anni) e gli adulti (fino a 64 anni) registrata negli anni 2008, 2013 e 2017. In tutti e tre i casi sono i giovani a subire in modo maggiore gli effetti della crisi, passando dal 3,9% del 2008 all’8,7%, fino a raggiungere nel 2017 il 10,4% di under 35 in condizioni di povertà assoluta.

Per quanto riguarda il rapporto fra sessi, invece, inizialmente è la popolazione femminile a trovarsi maggiormente in difficoltà economiche. L’inversione di tendenza è avvenuta nel 2017, quando i maschi poveri hanno raggiunto quota 8,8% del totale, mentre le donne si sono fermate all’8%.

La seconda scheda del grafico riguarda, invece, i cittadini in condizioni di povertà relativa. Anche qui sono i giovani quelli più penalizzati (quasi 1 su 5 nel 2017) ed è simile la proporzione di poveri tra i sessi. Il sorpasso degli uomini sulle donne, però, è avvenuto nel 2013 (13% contro il 12,9% di donne in povertà relativa). Una forbice che si è allargata di un ulteriore punto percentuale nel 2017.

I dati si riferiscono al: 2008-2017

Fonti: Parlamento europeo, Istat

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