Politica dei tassi a zero, ecco perché la Germania sbaglia

Base monetaria Ue Usa Japan

Berlino teme la troppa liquidità in circolazione. Ma sono paure che non hanno senso

Come al solito… La nuova iniziativa del presidente della Bce Mario Draghi per stimolare la circolazione monetaria in Europa ha fatto andare su tutte le furie la Germania di Angela Merkel che non solo teme l’esplosione dell’inflazione ma, soprattutto, teme che i tassi a zero, come sono oggi, penalizzino i correntisti bancari. Hanno ragione i tedeschi?

La politica dei tassi a zero

Il grafico mostra la base monetaria nelle tre grandi economie sviluppate dell’occidente. Si scopre che nel giro di dodici anni, la Federal Reserve (Fed), la banca centrale statunitense, ha aumentato la quantità di denaro di quasi 3.500 miliardi di dollari. Si passa, infatti, dai circa 700 miliardi di dollari di base monetaria del 2002 ai 4mila miliardi del 2014.

Troppa liquidità in circolazione

Per la Fed, che dal febbraio 2006 al febbraio 2014 era guidata da Ben Bernanke (lo ha sostituito l’attuale governatrice Janet Yellen), le cose cambiano drasticamente nel 2007, in corrispondenza con l’acutizzarsi della crisi finanziaria dei mutui subprime americani.

tassi a zero

E’ a quel punto che la Fed comincia a immettere denaro nell’economia per stimolarne la ripresa: dal 2007 al 2008 la base monetaria a stelle e strisce balza da circa 800 a circa 1.700 miliardi di dollari, per poi portarsi sui 2mila miliardi tra il 2009 e il 2010; si superano poi i 2.500 miliardi di dollari nel 2011, mentre nel 2013 si oltrepassa quota 3.500 miliardi e nel 2014 si arriva fino a 4mila. Tra il 2007 e il 2014, anno fino al quale arriva la rilevazione del Fondo monetario internazionale la base monetaria americana è praticamente quintuplicata.

Dove investire con i tassi a zero

Decisamente meno “in salita” il percorso della base monetaria della Banca centrale europea (Bce), che dal 2011 è guidata dall’italiano Mario Draghi, a sua volta subentrato a Jean-Claude Trichet. Non soltanto nei dodici anni dal 2002 al 2014 la base monetaria cresce ma molto meno rispetto agli Usa, passando da circa 500 miliardi di euro a meno di 1.500 miliardi, ma addirittura a un certo punto si registra una inversione di tendenza, collegata alla decisione del 2011 – già all’epoca molto discussa – di alzare i tassi di interesse di riferimento dell’area dell’euro, procedendo quindi con una restrizione dell’offerta monetaria. Ecco che così dal 2012 al 2013 la quantità di denaro dell’Eurozona scende da quasi 2mila a quasi 1.500 miliardi di dollari, per andarsi ad assestare appena sotto questa soglia a fine 2014. Negli ultimi due anni, però, le cose sono drasticamente cambiate per la Bce, che ha nettamente intensificato gli interventi espansivi soprattutto grazie al massiccio programma di acquisto di titoli annunciato all’inizio del 2015 e intensificato nel marzo del 2016.

Il caso della liquidità in Giappone

Fondamentalmente stabile la base monetaria in Giappone, che nel periodo dal 2002 al 2014 resta sotto i 500 mila miliardi di yen, salendo per lo più tra il 2012 e il 2014 da circa 150 a circa 300 mila miliardi di yen: raddoppiata.
I dati si riferiscono al: 2002-2014
Fonte: Fmi
                         La Bce assume due persone al giorno

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