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Ecco chi è più pessimista della Commissione europea nello stimare il calo del 2020

Come ogni anno da tempo la Commissione Europea ha pubblicato le sue previsioni d’autunno sull’andamento dell’economia europea, con i dati sulla crescita di PIL, investimenti, consumi, export stimati, e il Think Thank del Parlamento Europeo ha analizzato quanto tali stime differiscano dalle previsioni che invece in particolare i governi dei Paesi dell’Eurozona hanno fatto nelle proprie Leggi di Bilancio.

Come già in precedenza l’esecutivo italiano risulta essere stata più ottimista. Vede una recessione del 9% dove Bruxelles ne scorge una del 9,9%. È una differenza anzi superiore a quella, di solito di pochi decimali, che pure c’è sempre stata negli ultimi anni, ma quest’anno le grandezze sono completamente diverse, la magnitudo della recessione che ci sta colpendo non ha precedenti. In proporzione alla variazione del PIL le discrepanze quindi sono più o meno simili a prima.

E come prima invece vi sono Paesi che invece sono più pessimisti della Commissione Europea. Il governo tedesco per esempio prevede un calo del proprio PIL del 5,8%, mentre Bruxelles del 5,6%. Ma stavolta anche per la Francia la Commissione è più ottimista, anzi con una differenza ancora maggiore, del 0,6%, considerando che l’esecutivo transalpino prevede una riduzione del PIL del 10% contro il -9,4% visto da Bruxelles. Ancora più forte il divario in Lettonia, dell’1,4%, anche qui con un governo più pessimista, mentre al contrario è la Spagna che risulta essere il Paese con il governo più ottimista (si fa per dire visti i numeri) rispetto alla Commissione, con la previsione di una riduzione del PIL dell’11,2% contro il crollo stimato da Bruxelles del 12,4%

Per il 2021 quasi tutti i governi vedono più roseo di Bruxelles

Sia le leggi di Bilancio che il report della Commissione Europea hanno naturalmente fatto previsioni anche per il 2021, quando è previsto un rimbalzo rilevante del PIL, che pure non servirà a recuperare il terreno perduto con la recessione del 2020.

E in questo caso invece quasi ovunque i governi nazionali tendono a vedere in modo più roseo della Commissione. Forse c’entra la maggiore distanza temporale. Per il medio e lungo periodo tutti tendono sempre a essere più ottimisti, da qui a fine 2021 ci sarà tempo di correggere il tiro del resto. Nel frattempo anche per giustificare le previsioni di spesa e quindi di deficit effettuate tendono a vedere crescite del PIL piuttosto sostenute.

L’Italia per esempio pensa che ve ne sarà una del 6% l’anno prossimo, decisamente superiore al +4,9% che intravede Bruxelles. In Francia la discrepanza è addirittura del 2,2% con il governo che stima che l’economia francese crescerà dell’8% e la Commissione solo del 5,8%. In Belgio del 2,4%, in Spagna dell’1,8%.

Più modesto l’ottimismo tedesco. Il governo di Angela Merkel ritiene che il PIL tedesco si espanderà del 4,4%, la Commissione del 3,5%.

Solo Irlanda e Finlandia vedono le previsioni di Bruxelles migliori di quelli dei governi, nel caso di Dublino addirittura dell’1,2%, mentre nel caso del Portogallo vi è perfetta identità di vedute.

Ma mai come in questi due anni gli elementi di incertezza che già normalmente ci sono vengono moltiplicati. Basti pensare all’impatto, in peggio, che la seconda ondata, che non rientra pienamente nelle stime attuali, avrà. I numeri che probabilmente vedremo tra qualche mese potrebbero essere ancora molto diversi

I dati si riferiscono al 2020 e 2021

Fonte: Think Thank del Parlamento Europeo su dati di governi e Commissione Europea

Leggi anche: Pil Italia, Governo ottimista? Tutte le stime del 2020

 

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