Aiuti umanitari italiani, ecco a chi e perché li mandiamo

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Quasi 118 milioni sono andati all’Afghanistan. Il primo beneficiario africano è l’Etiopia

Il grafico rappresenta i Paesi esteri che hanno ricevuto gli importi maggiori di aiuti umanitari italiani devoluti dalla Direzione Generale per la Cooperazione Internazionale del nostro Ministero degli esteri (fondi DGCS). Tutti gli importi sono in euro. Il denaro versato da organizzazioni non statali, come la Chiesa Cattolica e le altre comunità religiose, non è indicato.

Quanti sono gli aiuti umanitari italiani

Dalla piattaforma Open Aid è possibile scoprire come stono stati utilizzati gli aiuti umanitari italiani. Come si vede dal grafico, la maggioranza dei fondi DGCS è andata all’Afghanistan, un Paese devastato dalla guerra e da ricostruire. Una delle priorità è ripristinare le strade e le vie di comunicazione internazionali. Sono stati fatti investimenti anche per il sistema sanitario, il sistema giudiziario e la lotta alla droga, visto che l’eroina è una delle principali fonti di finanziamento dei terroristi islamici.

Soldi italiani alla Palestina

Alla Palestina, circa 5 milioni di abitanti, una delle aree del mondo che riceve più aiuti internazionali, sono andati 32 milioni di euro, spesi per migliorare il sistema sanitario e scolastico e per sostenere le imprese locali. L’Honduras (8 milioni di abitanti) ha ricevuto 31 milioni di euro per la sanità, la tutela dell’ambiente e lo sviluppo sostenibile.

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Malgrado le linee guida del Governo indichino l’Africa come continente prioritario per gli aiuti, il primo Paese africano in classifica è l’Etiopia, che dall’Italia ha ricevuto poco più di 27 milioni di euro per 94 milioni di abitanti, spesi soprattutto per l’acqua potabile, l’agricoltura e la lotta alle epidemie.
Nel Myammar (Birmania),  51 milioni di abitanti, i soldi degli italiani sono stati spesi per aiutare la riorganizzazione dello Stato e per lo sviluppo dell’agricoltura.
I 14 milioni versati all’Egitto (93 milioni di abitanti) sono serviti soprattutto per pagare gli stipendi agli esperti che aiutano il governo a rinegoziare il debito verso il nostro Paese e a convertire quei soldi in progetti di sviluppo.
Anche il governo del Mozambico ha ricevuto 14 milioni, per l’ambiente e la sanità, per esempio a sostegno delle facoltà di medicina del luogo.
I 12 milioni di aiuti alla Siria sono stati usati soprattutto per la gestione dell’emergenza profughi. Anche in Mali i soldi italiani sono serviti soprattutto per le vittime della guerra. Al governo del Libano, invece, sono stati dati 11 milioni, quasi tutti spesi per infrastrutture e sviluppo economico.

I dati si riferiscono al 2015 (impegni di spesa stabiliti nel 2014)
Fonte: Ministero degli Affari Esteri

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