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Le cifre di una carriera da calciatore breve ma molto intensa

“Paolo Rossi era un ragazzo come noi” cantava Antonello Venditti, forse riferendosi ad un omonimo morto in alcuni scontri con la polizia. Ma il verso della canzone calza a pennello. Lo stesso calciatore ammise che in fondo era un ragazzo normale, che metteva semplicemente le sue qualità al servizio della volontà, e, ciò nonostante, riuscì a far piangere il Brasile. È così che Paolo Rossi divenne per sempre Pablito, anche oggi, giorno della sua scomparsa a soli 64 anni per un tumore ai polmoni per cui era ricoverato.

La carriera dalla Serie B alla Coppa dei Campioni

Nato a Prato nel 1956, la sua è una storia di trionfi e di grandi difficoltà. Uno degli attaccanti più forti che il nostro Paese abbia mai potuto vantare, conobbe infatti periodi faticosi legati alla squalifica per il calcioscommesse e il rapido logorio delle sue ginocchia. Per questo motivo fu costretto al ritiro precoce all’età di 31 anni nel 1987. Ma la storia la aveva già scritta, a partire da quando fece brillare gli occhi di Luciano Moggi e il primo contratto da 14 milioni e mezzo di lire. 3 operazioni al menisco in 3 anni lo fermano subito, ma nel 1974 fa il suo esordio in Coppa Italia.

Poi il Como e un anno dopo il Vicenza in cui, partendo dalla Serie B, Paolo Rossi si scopre un centravanti fenomenale. 21 gol in 43 presenze lo fanno volare in Serie A e nel il 7 maggio del 1978 si giocherà lo scudetto proprio contro la Juventus. Quell’anno si conclude con la laurea di capocannoniere con 24 gol in 30 presenze. Tesserato poi con la Juventus in 83 presenze segnerà 24 gol. Sempre con la Juventus ha vinto due scudetti, una Coppa Italia, una Coppa dei Campioni e una Coppa delle Coppe. Nei bianconeri, però ha sempre vissuto come un leone in gabbia e conclude così la sua carriera con il Milan e il Verona.

Paolo rossi mondiale

I record dei Mondiali del 1982

Nel 1977 Enzo Bearzot lo fa debuttare in Nazionale consacrandolo giovanissimo agli altari del calcio mondiale. Dapprima nei Mondiali del 1978 in Argentina, dove non tradì le aspettative ma l’Italia uscì in semifinale con l’Olanda. Poi, nonostante le critiche, la lungimiranza nella convocazione del mondiale dell’1982. Un mondiale difficile all’inizio, ma che nella partita contro il Brasile cambiò completamente grazie alla sua tripletta. Continuerà poi a segnare fino all’11 luglio in cui Rossi e l’Italia vincono il titolo di campioni del Mondo. Paolo fu il primo, seguito poi da Ronaldo, a vincere nello stesso anno campionato del Mondo, titolo di capocannoniere della fase finale e pallone d’oro. Con Vieri e Baggio condivide il record azzurro di nove marcature ai Mondiali.

 

I dati sono aggiornati al 2020

Fonte: Lega Serie A, Uefa

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