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Va meglio a Venezia e Berlino: hanno vinto il 5,2% e il 7,2% dei riconoscimenti

Nella notte tra domenica 9 e lunedì 10 febbraio sono andati in scena gli attesissimi Oscar. Spesso, però, il principale premio cinematografico del mondo è stato accusato di non essere proprio benevolo con le donne. E non solo: i giornali americani il 7 febbraio ricordano come la distribuzione dei premi non rispetta la composizione della popolazione americana. E a supporto portano i dati appena pubblicati dall’Hollywood diversity report dell’università Ucla, celebre ateneo di Los Angeles. Ma abbiamo anche altri dati, sono quelli di una ricerca svolta dal Parlamento europeo e, in particolare, dal Lux Prize. Ci dicono che, in effetti, solo l’1,10% dei registi premiati è una donna. Il periodo considerato va dal 1927 al 2018.

La notte degli Oscar e le donne

Non deve essere un attenuante per gli Oscar, ma non va meglio negli altri premi internazionali. Le donne sono state premiate in appena l’1,39% dei casi al Festival di Cannes (1946-2019). Le registe riescono a guadagnarsi qualche spazio in più al Festival di Berlino (7,25% nel periodo 1951-2019) e al Festival di Venezia (5,26% dal 1932 a oggi), ma comunque rimangono ben sotto la soglia del 10%.

Se invece si prendono in considerazione i premi ricevuti dalle donne nei diversi festival esistenti, le cineaste prendono il volo. Il grafico in basso mostra la differenza con gli uomini: il 51% delle donne ha ottenuto un riconoscimento, contro il 45% dei colleghi registi.

I film europei e il gender gap

La ricerca sulle differenze di genere nel cinema è stata elaborata dal Lux Prize, un premio cinematografico che viene assegnato ogni anno dal Parlamento europeo a un film di produzione europea. Nato nel 2007, ha a cuore diverse problematiche come il contrasto alla povertà, l’integrazione delle comunità a rischio e, naturalmente, la lotta alla violenza sulle donne. Nel corso delle 12 edizioni del festival, il premio è stato assegnato a cinque registe che hanno ottenuti importanti riconoscimenti anche a livello internazionale.

I dati si riferiscono al 2015

Fonti: European Parliament, European Women’s Audiovisual Network

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