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Casey è il più diffuso, lo portano in 176.544. Al secondo posto Riley. Ma in Europa c’è chi li vieta

Nel mondo anglosassone i nomi di persona validi per entrambi i sessi sono molto diffusi. In Italia non abbiamo una grande tradizione, né varietà, mentre in alcuni Paesi europei sono addirittura banditi per legge.

I nomi unisex negli Stati Uniti

Assegnare ad un bambino un nome valido sia al maschile, sia al femminile, è un’usanza prettamente anglosassone, in particolare americana e australiana. Il grafico qui sopra ci mostra l’elenco dei nomi unisex più utilizzati negli Stati Uniti e, per ciascuno di essi, indica il numero di individui che lo portano suddivisi tra maschi e femmine.

Casey è il nome unisex più diffuso, sono infatti 176.544 le persone con questo nome, 58% maschi e 42% femmine. Casey Affleck, fratello del più famoso Ben, è un attore affermato, mentre Casey Holmes è una youtuber americana con oltre 1 milione di seguaci. Riley è al secondo posto, con 154.861 persone che lo portano: 51% maschi e 49% femmine. Riley McKibbin è un pallavolista statunitense con trascorsi in Umbria, mentre Riley Keough è una modella americana figlia di Lisa Marie Presley. Il podio si chiude con Jessie (o Jesse), utilizzato 136.382 volte, al 52% per le femmine e al 48% per i maschi. Il politico americano Jesse Jackson e l’ex cestista Usa Jessie Hicks ne sono i due testimoni viventi.

Nel resto del mondo

Come ci si comporta In Europa rispetto ai nomi unisex? In Francia ci sono diversi nomi utilizzati sia al maschile, sia al femminile, come Alex, Sacha, Yannick, Dominique, Claude. Ma al di là delle Alpi la tendenza è semmai quella di abbinare nome maschile a nome femminile, creando nomi doppi. Abbiamo così molti più Jean-Marie, Marie-Pierre, Pierre-MarieIn Spagna i nomi unisex sono molto rari, ma possiamo citare la versione catalana del nostro Paolo, Pau, utilizzata per entrambi i sessi, e il nome doppio Josè Maria, o Maria Josè, composto da nomi maschili e femminili. I genitori in Finlandia e Germania sono obbligati per legge ad assegnare al nascituro un nome proprio del suo sesso, anche se una sentenza della corte costituzionale tedesca ha concesso dal 2008 la possibilità di utilizzare nomi unisex.

In Italia, Paese molto legato alla tradizione nella scelta dei nomi, come ha spiegato Truenumbers in questo articolo, l’utilizzo è molto raro. Incontriamo degli Andrea maschi e delle Andrea femmine, oppure persone con nomi composti, tipo Edoardo Maria, Alberto Maria, Gianmaria.

I dati si riferiscono al: 2016

Fonte:  Social Security Administration

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