E l’83% del germanio. Leader mondiale nella produzione di 33 materiali critici
Gallio e germanio sono due metalli rari non disponibili in natura. Derivano dal processo di raffinazione di altre materie prime, al termine di procedimenti di estrazione piuttosto costosi. Il gallio, infatti, viene ricavato dai residui della fusione dello zinco o dalla bauxite. Mentre il germanio è un sottoprodotto della produzione di zinco e della cenere volante di carbone. In un anno, nel mondo, si producono circa 430 tonnellate di gallio e 140 tonnellate di germanio. Perché se ne parla? Gallo e germanio servono per produrre apparecchiature strategiche. E sono al centro (si può dire: il vero motivo) della guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti.
Gallio e germanio sono metalli rari strategici
Sono metalli piuttosto rari e molto importanti perché sono impiegati nella fabbricazione di semiconduttori necessari per la realizzazione di microchip, a loro volta essenziali per computer, smartphone e automobili: una ricchezza che è ampiamente nelle mani della Cina.

La Cina produce l’94% del gallio mondiale
Si stima che nel 2021 nel mondo siano state prodotte 430 tonnellate di gallio, di queste, oltre 420 arrivano dalla Cina, 5 dalla Russia, 3 dal Giappone e 2 dalla Corea del Sud. Attualmente, il mercato del gallio è concentrato nelle mani di questi pochi paesi. Anche se non è sempre stato così; la Germania, per esempio, ha interrotto la propria produzione di gallio nel 2016, così come Ungheria e Ucraina, rispettivamente, nel 2015 e nel 2019.
La Cina produce l’83% del germanio mondiale
La Cina è anche il maggior produttore al mondo di germanio. Anche se, a differenza del caso del gallio, Pechino rappresenta una quota leggermente inferiore: l’83% della produzione mondiale. Si stima che la maggior parte (60%) del germanio cinese sia ricavato dalla lavorazione dello zinco mentre per la restante parte dalle ceneri volanti di carbone. In un anno la Cina arriva a produrre anche 95 tonnellate di germanio, mentre la Russia si aggira sulle 5 tonnellate annue. Altri paesi produttori di germanio sono il Canada, la Finlandia e gli Stati Uniti, anche se con quote decisamente basse.
Gallio e Germanio: a cosa servono in concreto
Il gallio è ampiamente utilizzato per i chipset a radiofrequenza nelle comunicazioni mobili e satellitari, per i diodi laser nei sistemi di comunicazione basati sulla fibra, per i led dei display, per le automobili e per le infrastrutture per lo spazio e di difesa. Anche il germanio ha applicazioni legate a difesa e ambiti militari; essendo sia il germanio che l’ossido di germanio trasparenti alla radiazione infrarossa, sono utilizzati negli spettroscopi a infrarossi e sono impiegati per realizzare, per esempio, tecnologie per la visione notturna. Ma anche per fabbricare attrezzature antincendio avanzate, sensori per le immagini satellitari e dispositivi di diagnostica medica.
Materie prime critiche, il 65% è in mano alla Cina
Il predominio cinese in fatto di gallio e germanio si traduce in una forte dipendenza da parte dei paesi che importano questi metalli dal Dragone. Secondo uno studio della Commissione europea, l’Unione Europea importa da Pechino il 71% del suo gallio e il 45% del suo germanio.
Ma la Cina controlla anche gran parte delle materie prime critiche, quei materiali non alimentari e non energetici, di elevata importanza economica, che si caratterizzano per un alto rischio di fornitura. Sono fondamentali per numerose applicazioni industriali, specialmente per la transizione ecologica (per esempio, per la produzione delle batterie). Come indicato dal grafico in alto, dei 51 Critical Raw Materials elencati dalla Commissione europea, di ben 33 (il 65%) la Cina è il primo fornitore mondiale. In alcuni casi, con una quota di produzione del 100%, come nel caso del disprosio, dell’erbio e dell’ittrio.
La Cina limita le esportazioni di gallio e germanio
Il 3 luglio 2023 il ministro del Commercio estero cinese, Wang Wentao, ha annunciato una restrizione all’export di gallio e germanio a partire dal primo agosto: una decisione che, dato il pese del Paese nel commercio mondiale dei due metalli, potrebbe avere (anzi, sicuramente avrà) conseguenze geopolitiche importanti. Dal primo agosto, infatti, gli esportatori dovranno richiedere un permesso al ministero del Commercio e fornire informazioni sugli acquirenti e sulle loro richieste.
La decisione è stata presa per motivi di interesse nazionale ed è legata alla guerra commerciale che sta andando avanti tra Cina e Stati Uniti. Entrambi i paesi hanno l’obiettivo di porre un freno alle esportazioni di tecnologia, per limitare la potenza avversaria. In questo senso va ricordata la decisione americana di imporre limiti molto rigidi alle esportazioni di semiconduttori verso la Cina con, i prospettiva, regole restrittive anche per quanto riguarda l’intelligenza artificiale.
I dati si riferiscono al: 2021
Fonte: Commissione europea, Crm Alliance, Istituto Geologico degli Stati Uniti
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