Ebike a 256.000 (-7%) e ferme al 20% del mercato: in Europa arrivano fino all’80%
Il mercato italiano della bicicletta si trova ad affrontare un cambio di pendenza che ne mette a dura prova la tenuta: se nel 2025 il fatturato riesce a mantenere il rapporto toccando i 2,5 miliardi di euro, lo fa con una pedalata sempre più pesante nei volumi, che scivolano a 1.303.000 unità segnando un -4% rispetto all’anno precedente. La fotografia scattata da Ancma (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) rivela una cronometro in salita che dura ormai dal 2019: in soli sei anni, lungo la strada sono andate perse ben 410.000 biciclette nuove.
Questo distacco tra il valore economico e i pezzi venduti segnala una mutazione profonda: il settore sta cambiando pelle, stretto tra un mercato dell’usato sempre più strutturato e una domanda che si sposta verso modelli di fascia alta e servizi di assistenza. In questo nuovo scenario, le vette produttive del passato appaiono ormai fuori portata: i 5,8 milioni di biciclette prodotte nel 1994 restano un traguardo d’altri tempi.
La filiera della bici in Italia
Il motore dell’industria ciclistica italiana gira a regimi elevati, spinto da una filiera che sprigiona 1,9 miliardi di euro di fatturato grazie al lavoro di 220 aziende e 17.000 addetti diretti. Si tratta di una macchina produttiva solida, capace di coprire l’intero ciclo — dalla componentistica all’assemblaggio — e di trovare sempre più sbocchi nelle volate sui mercati esteri.
Tuttavia, è necessario non confondere i rapporti: mentre i 2,5 miliardi di euro citati in precedenza misurano il valore del mercato al consumo (il prezzo pagato dai ciclisti finali), questi 1,9 miliardi rappresentano la potenza industriale pura. È proprio qui che si registra il salto di catena: mentre la produzione nazionale tiene e rilancia fuori dai confini, il mercato domestico perde contatto. L’industria continua a generare valore e a spingere sui pedali, ma lo fa sempre meno grazie alla domanda interna e sempre più affidandosi all’export.
Mercato bici 2025: frenata brusca
Nel 2025 il mercato italiano delle biciclette tira il freno a mano, arrestando la sua corsa a 1.303.000 unità con una contrazione del 4% rispetto all’anno precedente. Questa frenata non risparmia nessuno: le bici tradizionali scivolano a 1.047.000 esemplari (-3%), ma è il dato sulle ebike a destare più preoccupazione, con una caduta del 7% che le vede scendere a 256.000 unità. La perdita di 18.000 “pedalate assistite” in soli dodici mesi è un segnale d’allarme profondo, poiché colpisce proprio il segmento che per anni era stato il motore trainante del settore, ora inchiodato a un 20% del totale venduto.
Bici: finisce l’effetto bolla del Covid
Allungando lo sguardo sull’ultimo sessennio, il ridimensionamento del mercato emerge in tutta la sua severità: dal 2019 a oggi l’Italia ha visto svanire 410.000 biciclette. Se prima della crisi sanitaria si vendevano 1.518.000 modelli tradizionali, nel 2025 quel numero è crollato a 1.047.000, un vuoto che la crescita delle ebike — passate da 195.000 a 256.000 unità — non è riuscita a colmare. In questo arco temporale spicca l’anomalia del biennio 2020-2021, quando l’entusiasmo post-lockdown aveva gonfiato le vendite oltre la soglia record di 1,7 milioni di pezzi.
La crisi dei negozi di bici
La contrazione del mercato disegna una frattura profonda tra i diversi canali di vendita. Mentre la grande distribuzione e le catene specializzate accennano una ripresa, il vero fuori giri si registra tra i negozi indipendenti. Per i dettaglianti tradizionali, il calo è una brusca frenata: le vendite di ebike arretrano del 14%, mentre i modelli muscolari segnano un -8%. Questo squilibrio riflette un cambio di traiettoria nei consumi, sempre più orientati verso la competitività di prezzo.
Effetto inflazione: il fatturato “dopato”
Se i volumi sembrano in caduta libera, il fatturato sale dai 2,1 miliardi del 2019 ai 2,5 miliardi del 2025. È un balzo in avanti del 19%, alimentato dall’euforia post-pandemia e dai colli di bottiglia della logistica globale. Tuttavia, questa crescita è un’illusione ottica: l’aumento dei ricavi è il figlio diretto di un’impennata dei prezzi, che nel solo 2022 sono schizzati del 32%. Il settore appare più ricco solo perché le biciclette costano di più.
Bici o Ebike? Mercato a due velocità
L’universo delle ebike oggi occupa il 20% del mercato italiano, ancora distante dagli standard europei dove la pedalata assistita vola fino all’80%. In Italia il baricentro resta ancorato alle biciclette tradizionali (80%): dominano city/trekking (33%) e MTB (30%). Sul fronte elettrico, il duopolio è tra e-city (50%) e e-MTB (45%), lasciando le briciole alle e-corsa/e-gravel (4%) e alle e-cargo (1%).
L’industria della bici cresce con l’export
Sul fronte industriale, la fabbrica Italia accelera: produzione a 1.805.000 unità (+6%). L’export vola a 1.042.000 biciclette (+11%), mentre le importazioni crollano a 284.000 unità (-28%). L’export di bici complete balza a 317 milioni di euro (+14,8%). Anche nel comparto delle parti la filiera spinge forte: l’export sale a 550 milioni (+14,5%), segnalando un sistema che vince nel mondo per non soccombere alla debolezza di casa.
Record storico per la bilancia commerciale
Il saldo della bilancia commerciale italiana ha innestato un rapporto lunghissimo: dai 68 milioni di euro del 2019, la corsa è culminata nel massimo storico di 199 milioni nel 2025. In sei anni il margine è quasi triplicato.
Fonte: Ancma (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori)
Anno di riferimento: 2025
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