La classifica acque minerali: San Benedetto, Sanpellegrino e Sant’Anna ai primi posti
Chi apre il frigo e non trova almeno una bottiglia d’acqua minerale, in Italia, è una perona che va controcorrente. Nel 2023 sono stati imbottigliati 16,45 miliardi di litri, in lieve calo rispetto ai 16,6 miliardi del 2022 (-1%) con un consumo pro capite di 248 litri l’anno, in diminuzione rispetto ai 252 litri dell’anno precedente ma comunque tra i più alti in Europa, più del doppio della media Ue di 118 litri. In quattro decenni l’abitudine è cresciuta in modo costante: dai 65 litri pro capite del 1985 si è passati agli attuali 248 litri, con un aumento di quasi quattro volte.
Nel mercato italiano delle acque confezionate, le acque minerali coprono il 98% del totale, lasciando alle acque di sorgente e trattate appena il 2%, concentrate in nicchie come boccioni e linee a basso prezzo nei discount. Tra le minerali, le lisce naturali dominano con il 70% dei consumi, seguite dalle frizzanti con il 16% e dalle effervescenti naturali con il 14%.
Quanto vale il mercato dell’acqua minerale in Italia
Il settore italiano dell’acqua minerale vale 3,6 miliardi di euro alla produzione, sostenuto dall’aumento dei prezzi nonostante il calo dei volumi. Il prezzo medio è di 0,24 euro al litro, tra i più bassi in Europa. Il mercato è concentrato: le prime otto aziende imbottigliano il 69,2% del totale, pari a 11,38 miliardi di litri. In Italia operano 134 impianti e 233 marchi di acque confezionate, con solo tre multinazionali presenti – Nestlé (Sanpellegrino), Refresco e Coca-Cola – mentre la maggioranza delle imprese è nazionale e a conduzione familiare.
La classifica delle acque minerali: le prime 10 aziende
Nel mercato italiano delle acque confezionate, la produzione è concentrata nelle mani di pochi grandi operatori: i primi otto gruppi coprono il 69,2% del totale, pari a 11,38 miliardi di litri. Come si vede anche dal grafico, al vertice c’è San Benedetto (Gruppo Zoppas) con 3,1 miliardi di litri (18,8%), seguita da Sanpellegrino (Nestlé Waters) con 2,5 miliardi (15,2%) e Acqua Sant’Anna (Fonti di Vinadio) con 1,6 miliardi (9,7%).
Completano la top 8 Ferrarelle (1 miliardo, 6,1%), Rocchetta/Uliveto (800 milioni, 4,9%), Lete (800 milioni, 4,9%), Montecristo (800 milioni, 4,9%) e Refresco Italia (780 milioni, 4,7%). Le prime tre aziende da sole generano 7,2 miliardi di litri, pari al 43,7% del mercato, mentre il restante 30,8% è suddiviso tra oltre 200 produttori minori.
Chi guadagna di più vendendo acqua minerale
Il mercato italiano delle acque minerali vede ai vertici due colossi: San Benedetto, controllato dalla famiglia Zoppas, con un fatturato di 1,1 miliardi di euro, e Sanpellegrino del gruppo Nestlé Waters, che supera il miliardo di euro. Seguono Acqua Sant’Anna della famiglia Bertone con 315 milioni di euro, Ferrarelle del gruppo Pontecorvo con 240 milioni, e Rocchetta/Uliveto del gruppo Co.Ge.Di. con 190 milioni. Nella fascia alta della classifica figura anche Refresco Italia (gruppo Refresco), con 270 milioni di euro derivanti però dal totale di acque e altre bevande.
Dietro i leader, il gruppo campano Lete (SGAM) della famiglia Arnone supera i 116 milioni di euro, seguito da Acque Minerali d’Italia, che nel 2022 registrava circa 83 milioni di euro, e da Pontevecchio (gruppo Damilano) con 81 milioni. Chiudono il quadro AQua Vera (gruppo Sicon), con 68 milioni di euro,
Quanto vale l’export dell’acqua minerale italiana
Nel 2023 l’export di acqua minerale italiana ha superato 1,8 miliardi di litri, pari a oltre il 10% della produzione nazionale, con un incremento del 5,9% rispetto all’anno precedente. Il valore complessivo ha oltrepassato 550 milioni di euro, sostenuto da una domanda stabile nei principali mercati esteri – Francia, Germania, Regno Unito e Stati Uniti – dove il prodotto è apprezzato per la qualità e per il richiamo del made in Italy.
Nel 2023 l’Italia ha esportato 1,815 miliardi di litri di acqua minerale, per un valore di 809 milioni di euro e un ricavo medio di 0,45 €/litro, pari al 22% del valore complessivo della produzione nazionale. Il Paese è secondo in Europa per valore delle esportazioni (dopo la Francia) e primo per vendite di acque gassate, che rappresentano oltre il 70% dell’export totale. Il 63% delle spedizioni è destinato a mercati extra-UE, con gli Stati Uniti come principale destinazione. Leader assoluto all’estero è Sanpellegrino, che ottiene dall’export il 65% del proprio fatturato, grazie soprattutto al posizionamento premium del marchio S.Pellegrino.

Vendite di acqua minerale nella Gdo
Nel 2023 la grande distribuzione organizzata ha concentrato il 76% delle vendite di acqua minerale in Italia, pari a 11,1 miliardi di litri. I supermercati coprono il 51% dei volumi, seguiti dai discount con quasi il 30%, dai negozi specializzati in bevande (Lsp, Large Scale Specialist, oltre il 10%) e dagli ipermercati (9%). I canali tradizionali pesano per l’8%, mentre il restante 16% è distribuito tra il settore HoReCa (hotel, ristoranti e bar), le macchine automatiche (vending) e il catering.
Nella grande distribuzione organizzata le vendite di acqua minerale hanno raggiunto 11,4 miliardi di litri nel 2023, con una crescita superiore al 3% rispetto all’anno precedente. All’interno di questo canale, i marchi del distributore (private label) hanno totalizzato 2,58 miliardi di litri, pari al 26% dei volumi complessivi, con un prezzo medio di 0,12 euro al litro, il più basso del mercato. Il discount da solo rappresenta il 27% delle vendite totali, segnalando quanto il fattore prezzo influenzi le scelte dei consumatori.
Tipologie di confezioni acqua minerale
In Italia, la maggior parte delle bottiglie d’acqua minerale è realizzata in plastica Pet o Pet riciclato (R-Pet), che insieme coprono l’80% delle vendite complessive. Il vetro rappresenta il 16% del mercato, con una presenza più marcata nei ristoranti, negli alberghi e in altri contesti fuori casa. L’alluminio resta una nicchia, ma in crescita, come dimostra la bottiglia Ferrarelle Icon. L’uso di R-Pet è in aumento, perché consente di ridurre l’impatto ambientale mantenendo le stesse caratteristiche del Pet tradizionale.
Seguono le bottiglie da 2 litri e quelle da mezzo litro, sempre più richieste da chi beve acqua fuori casa, al lavoro o in viaggio. Si fanno spazio anche i formati più piccoli, come le bottigliette da 0,33 o 0,25 litri, soprattutto nei bar e nei locali. Questa tendenza ha spinto le aziende a sperimentare anche su tappi più sicuri e su imballaggi che inquinano meno.
Italia prima in Europa per valore dell’acqua minerale
Nel 2023 l’Italia ha registrato il consumo pro capite più alto d’Europa di acqua confezionata, con 248 litri all’anno per un totale di 14,65 miliardi di litri. Gli altri principali mercati hanno valori nettamente inferiori: Germania 140 litri (11,98 miliardi), Spagna 135 (6,54 miliardi) e Francia 132 (8,99 miliardi). In rapporto alla popolazione, livelli elevati si riscontrano anche in Grecia (144 litri), Portogallo (141) e Belgio (128). Il Regno Unito si colloca in coda con soli 40 litri pro capite, pari a 2,75 miliardi complessivi su 68,1 milioni di abitanti. Complessivamente, l’Unione Europea ha consumato 63,13 miliardi di litri, sostanzialmente stabile rispetto al 2022, con una media di 118 litri pro capite.
I dati si riferiscono al: 2024
Fonte: Acquitalia
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