Altri 60, Albania compresa, sono poco collaborativi con le autorità europee
L’Europa prova a combattere i paradisi fiscali con l’arma della black list. Dopo anni di lavoro diplomatico, il Consiglio europeo ha stilato un lungo elenco mettendo l’uno dopo l’altro i Paesi che non rispettano i canoni di trasparenza fiscale, tassazione equilibrata e rispetto delle norme Ocse sul trasferimento dei profitti tra Stati.
Riparte la lotta ai paradisi fiscali nella black list
Come mostra il grafico sopra, i paesi finiti nel mirino sono in tutto 72 divisi in tre categorie. I peggiori, la vera e propria black list dei Paesi per niente collaborativi, sono 17 . Poi ne sono stati individuati altri 47 che rientrano invece nella cosiddetta Watch List che devono essere costantemente monitorati perché poco collaborativi. Infine, altri 8 hanno avuto qualche mese in più per difendersi a seguito degli uragani che hanno colpito i Caraibi nell’estate del 2017.
Nella black list dei paradisi fiscali anche Tunisia e Corea del Sud
I 17 Paesi indicati che sono finiti nel listino dei non-cooperativi sono veri e propri paradisi fiscali che non rispettano gli standard internazionali. L’infografica sotto mostra l’elenco delle nazioni peggiori da questo punto di vista: si va dai paesi del Golfo, come Bahrein e Emirati Arabi Uniti, a nazioni molto povere come la Mongolia.
Nell’elenco non mancano nazioni che nell’immaginario collettivo rappresentano i veri paradisi fiscali, come ad esempio Panama o le Barbados. Ma tra gli Stati che non rispettano gli standard ci sono Paesi con i quali l’Unione europea intrattiene quotidianamente rapporti, come la Tunisia o la Corea del Sud.
Elenco monitorato e sempre aggiornato
Se gli otto che hanno subìto la violenza degli uragani saranno passati al vaglio in futuro – Antigua e Barbuda, Anguilla, Bahamas, Isole Vergini britanniche, Dominica, Saint Kitts e Nevis, Turks e Caicos, Isole vergini statunitensi – ben 47 Stati saranno monitorati costantemente dall’Europa. In questo corposo elenco ci sono isole e piccole giurisdizioni remote (Isole Cayman), ma anche Paesi che fanno parte del continente europeo, come Albania, Andorra e Montenegro.
L’elenco dei paradisi fiscali sarà costantemente aggiornato. Tutti gli Stati che compongono la lista sono stati “incoraggiati” dall’Unione europea a mettere in atto tutte le misure necessarie per tamponare le falle nel sistema fiscale.
Fonte: Consiglio Ue
I dati si riferiscono al 2017
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