
Crolla un altro mito: la produttività oraria a Milano è uguale al resto d’Italia
Il grafico mostra il Pil per ora lavorata in Lombardia (linea blu), rispetto alla produttività oraria media in Italia (linea verse – siamo lì, nessuna differenza) e a quella europea (linea rossa, altissima).
Insomma, crolla anche il mito dei lombardi lavoratori. Anzi, nel confronto con un cluster di 4 aree metropolitane europee – paragonabili a Milano per Pil pro capite, tasso di occupazione e struttura produttiva (linea azzurra) – la Lombardia fa una pessima figura.
L’andamento del Pil della Lombardia
Eppure nel 2016 il Pil della Lombardia è aumentato dell’1,1 per cento, un incremento superiore a quelli registrati nel 2014 e nel 2015 (rispettivamente +0,7 e +0,9 per cento). Il risultato del 2016 è anche vicino alla crescita che aveva caratterizzato i primi otto anni del Duemila lombardo. Che succede? Ci stiamo riprendendo dalla crisi.
Nel periodo 2009-2013, gli anni nei quali si sono succedute due crisi economiche e finanziarie, il Pil si è contratto per tre anni su cinque. Questa frenata ha provocato un calo del 5,9 per cento rispetto al 2008, equivalente a una riduzione media annua dell’1,2 per cento.
Tra il 2001 e il 2016 l’andamento del Pil della Lombardia è stato quasi sempre migliore di quello complessivo dell’Italia. I dati però mostrano che oggi le differenze si sono azzerate.
La produttività oraria in Lombardia
La regione, per molto tempo locomotiva d’Italia, ha cumulato un divario di crescita negativo sia rispetto all’Ue a 28 paesi, sia rispetto a un gruppo di regioni europee a cui era prossima per Pil pro capite, tasso di occupazione e struttura produttiva all’inizio del Duemila.
Lombardia al 41esimo posto in Europa
L’andamento del PIL ha contribuito a determinare un arretramento della Lombardia rispetto ad altre aree della UE con un maggiore PIL pro capite. Nel 2015, ultimo anno per il quale il dato è disponibile, la regione, insieme all’Alto Adige, figurava al quarantunesimo posto delle aree più sviluppate dell’Ue e risultava con un livello di reddito appena superiore alla soglia minima di appartenenza a questa classe di regioni. Nel 2000 invece era nelle prime venti posizioni e anche altre nove regioni italiane erano entrate in classifica.
In Lombardia si lavora meno

Valutato a prezzi costanti, il Pil pro capite in Lombardia è cresciuto a tassi inferiori a quelli del cluster per tutto il periodo 2001-2014.
Il grafico scompone la variazione del Pil pro capite permettendo di isolare i contributi forniti dalla produttività e dall’utilizzo del fattore lavoro. Questa separazione consente di notare come il divario di crescita del Pil pro capite tra la Lombardia e la media del cluster sia riconducibile soprattutto all’evoluzione della produttività.
A fronte di variazioni sempre positive nelle regioni del cluster, il prodotto per addetto (colonna blu) ha ristagnato in regione tra il 2001 e il 2008. Durante la crisi questo fattore è fortemente diminuito e si è sommato al calo del tasso di occupazione. Insieme hanno quindi determinato la riduzione del Pil pro capite.
Nel periodo più recente vi sono stati segnali di recupero della produttività in regione, sebbene ancora deboli rispetto al gruppo europeo preso da esempio. E comunque la divergenza tra la regione e il gruppo delle quattro regioni europee paragonabili è confermata anche se si considera la produttività oraria, come dimostrano i numeri.
I dati si riferiscono al: 2015
Fonte: Banca d’Italia
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