Licenziamenti disciplinari: più 30% in un anno

Il Jobs Act dà fiato alla risoluzione dei contratti anche per giusta causa: più 64,9%

Nei primi due mesi di quest’anno i licenziamenti disciplinari nelle aziende con più di 15 dipendenti sono stati 5.347 (vedi il nostro grafico sopra), in aumento del 30% rispetto ai 4.111 registrati nei primi due mesi del 2016.

I licenziamenti per giusta causa sono saliti addirittura del 64,9% se si guarda ai primi due mesi del 2015 quando non erano ancora in vigore le norme del Jobs act che ha di fatto cancellato il reintegro nel posto di lavoro in caso di licenziamento illegittimo per i lavoratori assunti da marzo 2015 nelle aziende con oltre 15 addetti.

I motivi della cessazione dei contratti a tempo indeterminato

Il grafico riassume i motivi di cessazione del lavoro a tempo indeterminato, tra licenziamenti per giusta causa (disciplinari), collettivi, dimissioni, esodi incentivati e altro nelle aziende italiane.

I licenziamenti nei contratti a tempo indeterminato sono 92mila in totale, in aumento del 3%. Di questi, i licenziamenti individuali per motivo oggettivo o collettivi hanno riguardato 71.345 casi in calo dell’8,1% rispetto ai 77.697 del primo bimestre 2016. Le dimissioni invece sono state nel complesso 124.312, in calo del 15,2%  rispetto alle 146.677 dello stesso periodo del 2016.

I dati si riferiscono al: 2017
Fonte: Inps

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