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A Strasburgo cala la “produzione” di norme. I regolamenti sono stati 166 in meno

Il sistema di governance europeo è da sempre molto complesso, a volte poco comprensibile. Questo nasce dall’esigenza di trovare un compromesso tra i poteri centrali, potremmo chiamarli “federali”, di Bruxelles e Strasburgo, e quelli degli Stati, che non vogliono perdere il controllo di molti ambiti nè delegarlo.

Così le leggi sono il prodotto o dell’azione del Consiglio Europeo, braccio degli Stati sovrani, o, come più di frequente accade recentemente, di una co-decisione tra il Consiglio e il Parlamento Europeo, che è quella definita come procedura ordinaria. La Commissione Europea dettaglia e implementa quanto deciso da questi organi, di fatto ha un potere più esecutivo.

Come si vede dal grafico sono tre gli atti legislativi nella Ue. Il più importante è la direttiva, che stabilisce un obbligo cui tutti i Paesi devono ottemperare, anche se sta ai singoli Parlamenti nazionali poi, in autonomia, fare leggi che rispettino i principi della direttiva stessa. Un esempio è la direttiva sui diritti dei consumatori, che ha impegnato gli Stati a fare leggi sui costi nascosti in internet o sul diritto al recesso.

Nel primo semestre 2019 tra direttive nuove e vecchie emendate ne sono state approvate 28, 26 con una co-decisione di Consiglio e Parlamento e solo 2 esclusivamente dal Consiglio. E’ un numero più alto rispetto a quelli dei semestri degli anni precedenti, quando in media non si era arrivati alla metà. E forse è l’effetto della fine della legislatura. 2014-2019. Infatti anche nell’ultima parte della precedente legislatura, 2009-2014 si aveva avuto un picco, con 41 direttive.

Il numero di regolamenti e decisioni presi

Gli altri strumenti sono i regolamenti e le decisioni. I primi sono sempre obbligatori e immediatamente vincolanti, ma su argomenti meno vaghi e più di nicchia. Le decisioni sono provvedimenti ancora più particolareggiati, diretti spesso a un solo Paese o a una sola categoria o ancora a una sola azienda.

I regolamenti approvati nella prima parte del 2019 sono stati 95, anche qui più che nel periodo precedente. Tra 2003 e 2014 tuttavia in cinque casi si è superato il livello di 100 regolamenti approvati a semestre.

In generale si registra una diminuzione dell’attività legislativa europea nelle ultime legislature. Nel caso delle direttive si è passato da 175 nel 2004-2009 a 161 nel 2009-104 a 97 nel 2014-2019. Così in quello dei regolamenti, in tutto 686 nell’ultima legislatura, 166 in meno che in quella precedente.

Le decisioni sono le più numerose, 192 nel primo semestre 2019, e nel loro caso si nota invece un incremento rispetto agli anni precedenti. Nel 2014-2019 sono state 1801, contro le 1546 del 2009-2014.

Bruxelles ha preferito, forse, per evitare conflitti tra Paesi, emettere atti legali più particolareggiati e di applicazione ristretta che direttive ampie, che affrontassero in modo complessivo un intero campo di applicazione.

Fonte: Toshkov, D. (2019) ‘Legislative Productivity of the EU, 2004-2019’

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