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 In Crisi&Ripresa

Il 37% dei senza lavoro ha smesso di cercarlo nel primo trimestre 2016. Record

Come gira il lavoro in Europa? Vediamo: nell’ultimo trimestre del 2015 c’erano in tutto 13 milioni circa di disoccupati in cerca di lavoro. Tre mesi dopo una buona parte di questi, esattamente 3,7 milioni di persone, ha gettato la spugna. Sono i cosiddetti “inattivi”: i disoccupati sfiduciati che hanno smesso di cercarlo perché pensano che non riusciranno a trovarlo. Il dato europeo degli inattivi è 18,9% e non si discosta molto da quello registrato un anno fa nello stesso periodo: il trend, insomma, si conferma stabile. Quello che invece stupisce è l’anomalia italiana. Da noi infatti i numeri sono molto più preoccupanti. Vediamoli.

Disoccupati sfiduciati

In Italia, infatti, i disoccupati sfiduciati che hanno smesso di cercare impiego tra la fine del 2015 e l’inizio del 2016 sono stati un milione e trecentomila, il  37% del totale, quasi il doppio della media Europea e molto di più che in Turchia, Grecia o Spagna.
I numeri dimostrano che l’occupazione in Italia “gira” al brutto perché non solo sono sempre di più gli inattivi, ma mentre nel resto d’Europa i disoccupati che hanno finalmente trovato lavoro fra gennaio e marzo di quest’anno sono stati il 15,4%, il dato in Italia scende al 12,8%.

A parziale spiegazione del fenomeno, l’Eurostat sottolinea che i flussi del mercato del lavoro sono altamente stagionali, il che significa che la direzione dentro-fuori, o viceversa, dipende non solo dalle condizioni economiche generali ma anche da fattori stagionali. Fatto sta che il record negativo è solo nostro.

I dati si riferiscono al: 2016

Fonte: Eurostat

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