Il 23,8% ha un impiego meno qualificato rispetto agli studi svolti. Ecco perché
C’è un fenomeno poco raccontato ma che è molto interessante: quello dei lavoratori che svolgono un impiego per il quale la loro formazione è eccessiva. Sono i lavoratori sovraistruiti.
I lavoratori sovraistruiti
Si chiamano “lavoratori sovraistruiti”: quelli che hanno studiato “troppo” per il lavoro che si trovano a svolgere. Il grafico sopra mostra la percentuale di questa particolare tipo di categoria di lavoratori rispetto al totale delle persone che hanno un lavoro. Il grafico prende in considerazione due anni: il 2004 e il 2016.
Ciò che è da notare è che in 13 anni, in tutte le Regioni, è aumentata la percentuale di lavoratori sovraistruiti con un picco di addirittura il 30% in Abruzzo e del 27% in Basilicata. Anche in Lombardia, la Regione più ricca e tecnologica del Paese, il 21% del lavoratori svolge un lavoro meno qualificato rispetto alla propria formazione. La media italiana è del 23,8% e l’area del Paese che mostra la percentuale maggiore è il Centro con il 27,2%.
Le imprese sono indietro
La nota dolentissima di questi dati non è che in Italia “si studia troppo”, anche perché la quota di laureati sul totale della popolazione in età da lavoro è bassissima, al punto che, nell’ambito dei Paesi Ocse solo il Messico ha una quota di laureati inferiore alla nostra. E, d’altra parte, la quota di disoccupati è praticamente uguale sia tra i laureati che tra i maturati. Il punto, probabilmente, riguarda le imprese che non sono abbastanza tecnologicamente evolute per assorbire tutti i lavoratori con in mano un curriculum di studi qualificato. Questo, probabilmente, spiega almeno in parte anche i bassi redditi italiani: se chi è qualificato svolge lavori più “bassi” saranno pagati anche poco.
I dati si riferiscono al: 2004-2016
Fonte: Istat
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