La birra al bar vale 67.900 posti di lavoro

L’occupazione del comparto Ho.Re.Ca. in Italia

Le pinte di birra spillate in bar e ristoranti italiani non solo sostengono i ricavi dei locali pubblici ma alimentano anche l’occupazione del settore Ho.Re.Ca. (Hotel Restaurant Caffè/Catering). Nel 2015 i dipendenti direttamente legati alla vendita di birra sono stati 67.900, il 10% del totale degli occupati nel settore ‘fuori casa’ in quell’anno. È quanto emerge dall’analisi ‘Famiglie e birra, la spina dorsale dei consumi fuori casa in Italia’, studio condotto da Althesys per conto dell’Osservatorio Birra e promosso da Fondazione Birra Moretti.

Come spiega l’indagine, nel 2015 a lavorare come dipendenti in bar, pizzerie, ristoranti, locali notturni e nei servizi di accoglienza erano 687mila persone. Tra di loro molti, moltissimi giovani: il 33,7% dei dipendenti della ristorazione era under 30 e l’82,8% aveva meno di 50 anni.

Lavorare con la birra, pinte traino per l’Ho.Re.Ca.

Un dato interessante sul rapporto tra fuori-casa e birra è quello che fotografa il trend occupazionale negli ultimi anni. Rispetto al 2009 il numero delle persone che lavorano nel settore Ho.Re.Ca. è aumentato di 8mila unità, più 13% in sei anni.

Finora abbiamo parlato di personale dipendente e non dei titolari dei locali, anche se in un mercato molto frammentato come quello italiano spesso chi detiene la licenza lavora fianco a fianco con i suoi collaboratori. In Italia ci sono 48 punti vendita del settore ogni 10mila abitanti, una percentuale che non ha paragoni in Europa. Il mercato così poco concentrato ha impatti anche sull’occupazione: si stima che nei punti di consumo più piccoli – quelli con meno di cinque addetti – lavorino come dipendenti 1-2 persone e solo con il crescere dell’attività il rapporto tra titolari e dipendenti aumenta, fino a 8-9 assunti per locale.

Per ulteriore informazioni www.osservatoriobirra.it