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Ecco il confronto con le altre partenze bianconere dal 2000 ad oggi

Una sconfitta contro il Barcellona nel proprio stadio, se casa e trasferta valgono ancora qualcosa, di certo non è la goccia che fa traboccare il vaso. I blaugrana rimangono una delle squadre più forti d’Europa e i giocatori su cui la Juve di Pirlo non poteva contare sono tanti e in tutti i reparti, sia per infortuni che per positività al Covid, non ultimo il leggendario CR7. Eppure, guardando al campionato, quella dell’ex campione del mondo è la peggiore Juve degli ultimi 5 anni. Non parliamo di tattiche, moduli e tecniche individuali, su quello ognuno può esprimere la propria opinione e dare o meno la fiducia al nuovo ciclo. Parliamo di numeri e questo è quello che è emerso.

Allegri nel 2015-2016 fece peggio di Pirlo: due sconfitte due pareggi e una sola vittoria

Se è vero che chi ben comincia è a metà dell’opera, come si suol dire, Pirlo ha tanto da recuperare ma la sua non è la peggiore partenza bianconera. È vero, in cinque giornate la Juventus ha portato a casa 9 punti, frutto di una vittoria al debutto contro la Sampdoria, un’altra vittoria a tavolino contro il Napoli, per mancata presentazione dei partenopei, e tre pareggi rispettivamente con Roma, Crotone e Verona. Insomma, una sola vittoria sul campo anche se nessuna sconfitta. Non benissimo, certo, ma se volessimo trovare una partenza peggiore di quella attuale non bisogna andare troppo lontano.

Il secondo anno di Allegri sulla panchina dello Stadium, quello dell’anno 2015-2016, fu il peggiore degli ultimi 20 anni: 5 punti in classifica, tredicesimo posto in classica, due sconfitte, due pareggi e una sola vittoria. Per di più anche quell’anno senza incontrare solo grandi squadre visto che le sconfitte arrivarono contro Udinese e Roma, mentre i pareggi con Chievo e Frosinone. Ma ci fu il lieto fine, anche quell’anno la Juventus vinse lo scudetto.

Da Sarri a Conte, un monopolio di scudetti

Stabilito che non siamo di fronte alla peggior Juve di sempre e che nonostante le partenze zoppicanti si può recuperare, abbiamo fatto un resoconto delle prime cinque giornate di campionato juventine dal 2000 ad oggi. Andando a ritroso troviamo l’esperienza sarriana, finita con la vittoria ad un punto di vantaggio sull’Inter e l’esonero dell’allenatore, con 13 punti e seconda ai nerazzurri. Una Juve partita subito al grido di “Sarri out”, ma che vinceva.

Facendo un passo indietro poi abbiamo l’era Allegri che, escluso il secondo anno di cui abbiamo parlato, ha totalizzato 15 punti su 15 per tre volte su quattro, nonostante anche lui sia partito dovendo fare i conti col malessere dei tifosi, subito dopo conquistati. Insomma, un’era in cui (a sentirci il mister livornese si arrabbierebbe) vincere in Italia era diventato quasi scontato. Il triennio di Conte, invece, si aprì esattamente come quest’anno: due vittorie e tre pareggi. Entrato in mentalità, però, gli anni dopo aggiustò anche gli inizi.

La Juve di Lippi, prima di Calciopoli, fece l’en plein

Nell’anno 2010-2011 troviamo un’altra nota negativa: Del Neri alla quinta giornata di campionato si trovò al nono posto annoverando tra le sconfitte quelle contro Bari e Palermo. Nel 2009 sulla panchina degli Agnelli sedeva Ferrara, partito bene ma sostituito poi da Zaccheroni. Senza infamia e senza lode i due anni di Ranieri, quelli subito dopo a Calciopoli che lascia nel nostro grafico un anno senza punti, quello tra 2006 e 2007, con la Juve impegnata a vincere il campionato di Serie B. Prima di quell’anno la squadra annoverava in rosa palloni d’oro e campioni internazionali che permisero a Capello un primato unico: con due soli gol subiti nelle prime cinque giornate vinse tutte le partire, mentre nell’anno precedente subì un unico gol.

Il nostro grafico si chiude con Lippi che nel 2003-2004 dopo 5 giornate era in testa alla classifica col Milan e nel 2002-2003 totalizzò 9 punti, esattamente come la Juve di Pirlo quest’anno. In ultimo, aprì gli anni Duemila Ancelotti con tre vittorie, un pareggio e una sconfitta. Insomma, quella del Maestro Andrea Pirlo non è la migliore delle partenze, ma neanche la peggiore e i numeri sono ancora tutti da scrivere.

 

Fonti: FIGC

I dati si riferiscono al 2000-2020

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