Quanto guadagna l’Isis dalla vendita del petrolio

I pozzi che controlla in Iraq e Siria possono generare profitti per 2,7 milioni

Quanto guadagna l’Isis dalla vendita del petrolio al mercato nero? Le fonti di finanziamento dell’organizzazione terroristica sono diverse: dalle estorsioni ai rapimenti al traffico di opere d’arte e il traffico di petrolio è tra queste.

Milioni di dollari al giorno

Il problema è capire quanto gli uomini del Califfato riescono a incassare dal traffico di petrolio che, ovviamente, non può che avvenire al mercato nero. Su chi, tra compagnie petrolifere o Stati lo compri il dibattito è aperto, ma il punto importante è capire a quanto ammonta l’incasso.

Gli uomini dell’Isis controllano pozzi di petrolio sia in Iraq che in Siria; il grafico sopra si riferisce all’Iraq. Sono stati ipotizzati vari scenari. Il primo è che in Iraq l’Isis sia in grado di produrre 20mila, 40mila o 80mila barili di petrolio al giorno e poi si è calcolato a quale prezzo, presumibilmente, questi barili possono essere venduti, ipotizzando, naturalmente che vengano venduti tutti. In questo caso si ipotizzano tre prezzi: 18, 30 e 60 dollari.

Ecco quanto guadagna l’Isis dalla vendita del petrolio

Incrociando i dati si può ricavare quanto guadagna l’Isis dalla vendita del petrolio. Si può escludere che il petrolio venga venduto a 60 dollari, visto che sul mercato ufficiale il prezzo è intorno ai 50 dollari al barile. Proviamo anche ad escludere il prezzo di vendita di 18 dollari, che rappresenta un prezzo forse troppo basso. Se si considera il prezzo di 30 dollari al barile e una produzione di 40mila barili al giorno, si ottiene 1.200.000. Si tratta dei soldi che l’Isis è in grado di incassare ogni giorno solo dalla vendita al mercato nero del petrolio e solo dall’Iraq.

In Siria lo scenario peggiore

In Siria è stimato che l’Isis controlli pozzi in grado di produrre fino a 200.000 barili al giorno. Anche in questo caso si sono ipotizzati tre prezzi di vendita: 18, 30 e 60 dollari.

Il risultato è che se si prende il prezzo centrale, 30 dollari al barile, inferiore alla quotazione ufficiale, e una produzione di 50mila barili al giorno, si ricava che l’Isis è in grado di incassare ogni giorno 1,5 milioni di dollari. Sommati a quelli ottenuti dalla vendita del petrolio iracheno si ha un numero spaventoso: 2,7 milioni di dollari al giorno a disposizione per alimentare il proprio “Stato” e aumentare il proprio esercito.

I dati si riferiscono al: 2016

Fonte: Daniel Milton-Friedrich Ebert Stiftung

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