Finanziamento del terrorismo, i dati sui soldi congelati

L’Arabia Saudita ha bloccato 31 milioni, gli Usa 20, Israele 6. Italia non pervenuta

Ecco quali Paesi hanno deciso di congelare patrimoni economici sospettati di essere destinati a finanziare il terrorismo.

Il finanziamento del terrorismo

La fonte è il Fatf, un’organizzazione internazionale alla quale hanno aderito la maggior parte dei Paesi del mondo, che ha il compito di studiare il fenomeno del riciclaggio del denaro sporco e che negli ultimi anni ha concentrato la propria attenzione soprattutto verso i metodi di finanziamento del terrorismo internazionale. All’interno dei suoi compiti istituzionali c’è anche quello di verificare come i vari Paesi aderenti combattono effettivamente questo fenomeno e se applicano i diversi protocolli del Fatf. I risultati su questo fronte sono però spesso deludenti. Ad esempio: i dati sui patrimoni bloccati sono arrivati solo da 37 Stati.

Chi combatte il terrorismo

Tra questi al primo posto per quantità di soldi congelati c’è l’Arabia Saudita con 31,3 milioni di euro seguita al secondo posto dagli Usa con 20,5 milioni. Ma questa tabella è rivelatrice di altri importanti dettagli: non risulta che l’Italia, al 15 agosto 2015, abbia congelato patrimoni sospettati di finanziamento del terrorismo. E perché anche Israele ha bloccato soldi sospetti: quasi 6 milioni di euro. E infine perché molti Paesi che sono sospettati di un certo lassismo verso l’Isis e il terrorismo di matrice islamica o non hanno congelato fondi o, se lo hanno fatto, hanno preferito non comunicarlo. Anche perché molti di questi Paesi potrebbero essere nella lista di quelli più a rischio di attentati terroristici, come Truenumbers ha spiegato in questo articolo.

I dati si riferiscono al: 2015

Fonte: Fatf

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