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In Lombardia le richieste sono state 1.633. Le nuove assunzioni copriranno il fabbisogno?

Il pensionamento con quota 100 era una delle riforme più attese, e discusse, fra quelle volute dal governo gialloverde. E ora, a più di un mese dall’entrata in vigore del decreto, iniziano ad arrivare i primi dati ufficiali relativi al mondo della scuola: nel 2019 hanno fatto domanda per andare in pensione con quota 100 13.556 professori (a cui vanno aggiunti 3.248 tecnici/amministrativi).

Quanti insegnanti in pensione con quota 100

Il grafico sopra mostra le richieste di pensionamento con quota 100 pervenute al Miur entro il 28 febbraio, cioè la data ultima per presentare le domande. Sono suddivise per tipologia di personale scolastico e per regione di appartenenza (mancano solo Trentino Alto Adige e Valle d’Aosta).

Il dato più significativo è quello della Lombardia, dove hanno presentato domanda 1.633 insegnanti. Se si aggiungono i 415 del personale Ata (tecnici, amministrativi, ausiliari), 23 docenti di religione cattolica e 3 educatori (figure che operano nei Convitti e negli Educandati), si tratta di 2.074 richieste totali di pensionamento con quota 100. In proporzione rappresentano il 12,3% di quelle presentate in tutta Italia.

Cesseranno di lavorare entro l’anno anche un migliaio di professori in Sicilia, Campania, Puglia e Veneto, mentre le regioni con il numero più basso di pensionamenti previsti sono la Basilicata (227, tra docenti e personale Ata) e il Molise (108).

Nuove assunzioni a rischio

Più insegnanti in pensione con quota 100 vuol dire più docenti assunti entro l’anno? In realtà le cose non stanno proprio così. Nel presentare i dati ai sindacati, il Miur ha specificato che i tempi sono molto ristretti e c’è il rischio che i posti lasciati vacanti dai pensionamenti non risultino subito disponibili. Tutte le domande presentate, infatti, comprese quelle per quota 100, devono passare il vaglio dell’Inps e delle segreterie scolastiche.

Chi farà richiesta di mobilità (da un istituto all’altro) o avrà diritto all’assunzione per una di quelle cattedre, quindi, dovrà aspettare ancora. Da qui la richiesta dei sindacati di accelerare i tempi degli accertamenti e permettere almeno l’assegnazione delle supplenze prima dell’avvio del nuovo anno scolastico.

I dati si riferiscono al: 2019

Fonte: Miur

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