L’Indice di invecchiamento della popolazione, record a Oristano

Nel Sud ci sono 169,9 anziani ogni 100 bambini, 19 anni fa erano 96,9

L’indice di invecchiamento della popolazione italiana procede in modo molto rapido. E l’indicatore più appropriato per calcolarlo è il cosiddetto indice di vecchiaia, che molto semplicemente indica il rapporto percentuale tra il numero di abitanti sopra i 64 anni e quello dei bambini tra 0 e 14 anni. Ebbene nel 2021 questo indice a livello nazionale è del 183,3%. Vuol dire che ci sono 183,3 anziani ogni 100 bambini. Nel 2002 era del 173,1%, nel 2020 del 179,4%.

Si vive più a lungo, si nasce di meno

La causa dell’aumento dell’indice di vecchiaia in Italia sta sia nell’aumento dell’aspettativa di vita che nel calo delle nascite che, dopo la crisi finanziaria del 2009-2013, è diventato sempre più rilevante. Se nel 2002 i bambini, gli italiani con meno di 15 anni, erano il 14,2% e gli anziani il 18,7%, oggi sono rispettivamente il 13 e il 23,2%. A invecchiare è stato soprattutto il Mezzogiorno, dove l’indice di vecchiaia calcolato dall’Istat, in 18 anni, è passato dal 96,9% al 169,9%. Ed è infatti in una regione meridionale, la Sardegna, che troviamo la provincia con più anziani in proporzione ai bambini.

Si tratta di Oristano, dove l’indice è del 283,9%. Qui i bambini (quanti hanno tra 0 e 14 anni) sono pochissimi, solo il 9,8%, contro una media nazionale del 12,8%, mentre gli over 64 sono ben il 27,7%, decisamente più che in gran parte delle altre aree del Paese.

Dopo Oristano province con maggiore indice di vecchiaia sono però soprattutto al Nord, in Piemonte, dove vi è quella al secondo posto, Biella (281,5%) e in Liguria. La Liguria, infatti, è la regione più vecchia d’Europa, come abbiamo visto in questo approfondimento. E qui si trova la terza provincia in cui il rapporto tra over 64 e 0-14enni è più alta, Savona. Qui è del 278,4%.

Dove l’indice di invecchiamento della popolazione è più alto

Come si vede nella nostra mappa c’è un’area che va dall’Ossola giù alla Liguria passando per le provincie di Biella, appunto, Novara, Vercelli, Alessandria, che si caratterizza assieme alle aree della riviera sia di Ponente che di Levante per un indice di vecchiaia altissimo, sopra il 240%. Si tratta di aree che a livello economico hanno subito un declino dopo il tramonto del Triangolo Industriale, e che si è tradotto anche in un declino demografico e nell’emigrazione di molti giovani. Genova con un indice di vecchiaia del 264,4% è tra le prime cinque più anziane d’Italia.

A Trieste uno degli indici di vecchiaia peggiori d’Italia

Tra le aree con più over 64 in rapporto agli under 15 ci sono anche Trieste, con il 265,4%, e Ferrara, quarta in Italia nonostante l’indice di vecchiaia dell’Emilia Romagna sia solo di poco superiore a quello italiano.

E ancora, Grosseto e Imperia. Come si vede poi dalla stessa mappa le aree appenniniche, quelle contenute nelle province di Terni, Rieti, L’Aquila, Isernia, per esempio, sono tra quelle che nel Centro-Sud si ritrovano maggiormente nella stessa condizione, con rapporti tra anziani e bambini superiori al 230%, L’indice di vecchiaia dell’Abruzzo, infatti, che è di 203,5, è ormai sopra la media nazionale, ma soprattutto cresce più velocemente che altrove.

indice di invecchiamento della popolazione

Le province più giovani sono al Sud

Al Sud, però, troviamo anche le province più giovani. È quella di Caserta quella con l’indice più basso, del 126,3%. Qui la percentuale di anziani è quella più bassa del Paese, del 18,3%, quella di bambini è invece più alta, del 14,5%. E solo nel 2016 sono divenuti meno numerosi degli over 64.

Tuttavia a differenza di un tempo il divario tra Nord e Sud è diminuito, e ora sono diverse le province settentrionali più giovani di molte del Mezzogiorno. È il caso di quelle con la maggiore presenza di immigrati. Bergamo e Reggio Emilia con un indice di vecchiaia del 153,9% e del 159,3% sono tra le dieci meno anziane. E soprattutto Bolzano, che ha il terzo indice più basso d’Italia, solo del 128,2%, grazie a tassi di fertilità molto alti, più simili a quelli del resto d’Europa che a quelli italiani.

Gli stranieri giovani fanno diminuire l’indice di vecchiaia

La presenza di stranieri, mediamente più giovani, con più figli, e di un’economia più vivace, che trattiene i giovani, fanno in modo che l’indice di vecchiaia lì sia minore di quello per esempio di Lecce, di Messina, di Potenza, di Cosenza, di Cagliari, tutte province in cui viene superato il 180%. E dove l’emigrazione verso il Nord colpisce duramente.

Il Covid e la crescita l’indice di invecchiamento della popolazione

La pandemia di Covid che ha colpito l’Italia nel 2020 e, anche se in misura minore, nel 2021, oltre che aver stravolto la vita di tutti ha avuto anche una decisa influenza sulle statistiche demografiche. Del resto lo scorso anno si è avuta la maggiore mortalità in eccesso dal Dopoguerra, con 100 mila decessi in più rispetto alle media.

L’aspettativa di vita alla nascita è diminuita di 1,2 anni. Non era mai accaduto. Nelle province di Bergamo, Cremona e Lodi la riduzione è stata per gli uomini addirittura superiore ai 4 anni. Il motivo sta nel forte impatto del virus sulla popolazione più anziana.

Questo ha anche fatto in modo che l’indice di vecchiaia in Italia crescesse meno che in passato. Le statistiche dell’Istat sul 2021 si riferiscono ai dati del 1 gennaio e quindi incorporano i cambiamenti dell’anno precedente. Nell’ultimo anno l’indice è aumento di 3,9 punti, mentre tra 2019 e 2020 era aumentato di ben 5,4. A Bergamo, per esempio, è aumentato solo del 2,4%.

A causa della pandemia sono ulteriormente diminuite anche le nascite, in realtà, e questo ha fatto in modo che il rapporto tra i più anziani e i più giovani proseguisse a salire. Il Paese si è come bloccato, i maggiori decessi non sono stati compensati da più nascite, tutt’altro. L’Italia quindi, continua comunque vedere salire l’indice di invecchiamento della popolazione.

L’età media della popolazione ha raggiunto i 45,9 anni

Strettamente collegata all’indice di vecchiaia vi è l’età media degli italiani, che è tra le più alte al mondo, e quest’anno ha raggiunto i 45,9 anni. È da moltissimo tempo che è in crescita . Era di 45,7 anni all’inizio del 2020, di 45,5 nel 2019, e decisamente più bassa 19 anni fa, nel 2002, quando era di 41,9.

Tra le province più anziane secondo questo indicatore troviamo le stesse in cima alla classifica per il maggior rapporto tra anziani e bambini. Sono i savonesi ad essere più vecchi in Italia. Hanno mediamente 49,8 anni. Seguiti a stretto giro da biellesi, ferraresi, genovesi. Non sorprende che siano invece napoletani e casertani quelli con l’età media più bassa, 42,5 anni, seguiti dagli abitanti della provincia di Bolzano, dove è invece di 43,2.

L’influenza di questi dati sulle pensioni

L’invecchiamento della popolazione è così forte che neanche la pandemia più importante dell’ultimo secolo riesce a fermarlo, ma solo a rallentarlo in parte. Questo rende sempre più importante il peso della spesa pensionistica, ed è per tale motivo che se ne ritorna a parlare. L’abolizione di Quota 100 e il varo di Quota 102 sono avvenuti proprio per tale motivo. Nei prossimi anni le pensioni saranno ancora sul tavolo e al centro del dibattito politico. Si dovrà decidere, per esempio, se i numeri dell’aumento degli 0ver 64 saranno tali da imporre il ritorno alla legge Fornero, e quindi se ci si potrà ritirare solo a 67 anni.

L’indice di invecchiamento della popolazione e le pensioni

Chi oggi è ancora giovane, però, sa che per lui/lei il momento della pensione verrà con tutta probabilità più tardi. Sa anche che questo ha molto a che fare con il fatto che rispetto ai genitori è cresciuto con meno fratelli e cugini, o nessuno. E che a differenza di loro ha potuto conoscere tutti i nonni, vissuti più a lungo di quelli di 20 o 40 anni fa.

L’indice di vecchiaia, l’età media e altri indicatori demografici simili ci raccontano, in un certo senso, l’Italia che verrà, come cambierà nei prossimi anni e decenni. A meno che un cambiamento ancora più decisivo di una pandemia provochi un’inversione di tendenza.

I dati si riferiscono al: 2021

Fonte: Istat

Leggi anche: In Lombardia la popolazione è cresciuta del 12,6%

Ti piace citare i numeri veri quando parli con gli amici? – La redazione di Truenumbers.it ha aperto un canale Telegram: qui potrai ricevere la tua dose quotidiana di numeri veri e le ultime notizie; restare aggiornato sulle principali news (con dati rigorosamente ufficiali) e fare domande. Basta un attimo per iscriversi. Un’ultima cosa: siamo anche su Instagram.