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 In La Nera

Arrestato Pietro Genovese. La capitale non è la città più pericolosa

Pietro Genovese, il ragazzo alla guida dell’auto che ha travolto e ucciso a Roma due sedicenni la notte tra sabato 21 e domenica 22 dicembre, è stato arrestato per omicidio stradale. Il ragazzo è ai domiciliari. Camilla Romagnoli e Gaia Von Freymann sono morte sul colpo dopo essere state investite in una zona in cui non sono previsti attraversamenti pedonali, a poche centinaia di metri da ponte Milvio. Il ragazzo, figlio del regista Paolo Genovese, è risultato positivo ad alcol e droga.

Secondo il Rapporto 2019 sulle statistiche sull’incidentalità nei trasporti stradali del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti nel 2019 sono state 111 le vittime di incidenti stradali solo a Roma. I dati di Istat confermano la prima città in Italia per numero di incidenti stradali, ma non è la più pericolosa. Andando a vedere le statistiche si scopre che Roma è la capitale dei tamponamenti. Se a Milano rappresentano il 13% de totale degli incidenti stradali, a Genova e Napoli il 16% e a Palermo il 15%, a Roma arriviamo al 21%. I romani sono più distratti degli altri? Pare proprio di sì, se due incidenti su dieci sono proprio tamponamenti. Chi lo dice? Uno studio del comando generale della Polizia municipale di Roma che si basa sui dati Istat del 2018, gli ultimi disponibili in tema di incidenti.

Gli incidenti stradali a Roma

Ovviamente Roma è la prima città in Italia per numero di incidenti stradali, ma è più rilevante andare a vedere il tasso di mortalità: il numero di incidenti mortali ogni 100mila abitanti. Questo tasso a Roma nel 2018 è stato pari a 5, ma non è uno dei più alti in Italia tra le grandi città. Nel 2018 la prima città in questa tristissima classifica è stata Genova, ma qui pesano le vittime del Ponte Morandi. Ma supera Roma anche Bologna, con un tasso di 6,4. Da segnalare anche che nella Capitale gli incidenti mortali dal 2010 al 2018 sono calati del 18%.

I grandi Comuni italiani

L’analisi dell’incidentalità stradale nei grandi comuni italiani, quelli che hanno più di 250mila abitanti, consente di delineare importanti caratteristiche nelle principali realtà urbane. L’Istat ha preso in considerazione i grandi comuni: Torino, Milano, Verona, Venezia, Trieste, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Bari, Palermo, Messina, Catania. Gli incidenti stradali in queste aree rappresentano, nel 2018, il 25% del totale in Italia (43.053), le vittime il 13,4% (445), la popolazione residente il 16%. Il 2018 ha fatto registrare, per i grandi comuni, un forte aumento del numero di vittime rispetto all’anno precedente (+19,3%), sul quale pesano i 43 morti del Ponte Morandi.

Gli incidenti stradali in Italia

In generale nel 2018 ci sono stati 172.344 incidenti con lesioni a persone in Italia, con 3.325 vittime e 242.621 feriti. I dati sono tutti in leggera diminuzione rispetto all’anno precedente (-1,5% gli incidenti, -1,7% i feriti). I morti calano dell’1,6% dal 2017, nonostante sul bilancio influiscano le 43 vittime dell’incidente sul Ponte Morandi di Genova. Il costo sociale totale degli incidenti nel 2018 è di 17,1 miliardi di euro, circa l’1 per cento del Pil. L’Italia, comunque, non è tra i Paesi più pericolosi del mondo secondo l’International Transport Forum dell’Ocse.

I dati si riferiscono al: 2018 

Fonte: Istat

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