In crescita l’occupazione per i neolaureati dell’UE, ma l’Italia rimane sempre il fanalino di coda
Secondo i dati Eurostat relativi al 2023, ben l’82,8% dei neolaureati dell’Unione Europea ha un’occupazione; dato in crescita dell’1,2% rispetto all’anno precedente e riferito a soggetti di ambo i sessi e a un periodo di tempo compreso tra 1 e 3 anni dopo il conseguimento del titolo di studio. L’Italia, invece, si attesta al 67,3%, in crescita del 2,3% rispetto al 2022, ma sempre molto indietro rispetto alla media europea. Il nostro è, in effetti, l’unico Stato che fa registrare una percentuale inferiore al 70%, la quale viene superata anche dagli altri due Paesi con incidenza di occupazione più bassa, ossia la Grecia (72,3% nel 2023, con un aumento del 6,2% rispetto al 2022) e la Romania (74,3%, con un +4,7% rispetto all’anno precedente).
Le cause di questa forte discrepanza sono certo numerose e si legano fortemente all’elevato tasso di disoccupazione e di inattivi presenti nel nostro paese. Nonostante il miglioramento avvenuto nell’ultimo anno, il tasso di occupazione nel nostro Paese risulta ancora inferiore rispetto a quello medio della UE, attestandosi al 66,3% secondo i dati Eurostat e al 61,9% secondo l’ISTAT.

Oltre a questo, a rendere difficile la ricerca di lavoro per i neolaureati concorrono anche il lavoro non regolamentato e fenomeni come quello dei lavori fantasma. Quest’ultimo in particolare, secondo la ricerca di ExpressVPN, tende a erodere la fiducia nel mercato del lavoro e a far perdere la voglia di candidarsi a nuove posizioni.
Tassi di occupazione tra i neolaureati: ancora presente un divario tra i due sessi
Andando ad analizzare i dati Eurostat relativi all’occupazione dei neolaureati di età compresa tra i 20 e i 30 anni, ma focalizzando l’attenzione sui due sessi, notiamo che il divario rimane pressoché inalterato, sebbene presenti notevoli oscillazioni nel corso degli anni. In particolare, dando un’occhiata ai dati relativi al 2023, notiamo che, mentre le donne neolaureate con un’occupazione tra 1 e 3 anni dopo la laurea, risultano essere l’81,4%, la percentuale di uomini occupati si attesta all’84,1%, con una differenza del 2,7%. Differenza non particolarmente inferiore a quella registrata nel 2015, quando le neolaureate occupate erano il 72,6% e i neolaureati il 76,1%, con una differenza del 3,5%.
Anche in Italia il dato rimane pressoché stabile. Paragonando i dati del 2023 a quelli del 2015, vediamo che, mentre nell’ultimo anno le donne occupate con laurea conseguita da 1 a 3 anni prima sono state il 63,8% e gli uomini il 70,7% (6,9% di differenza), nel 2015 questi dati erano rispettivamente pari a 45,3% e 51,5% (6,2% di differenza). Leggero peggioramento, dunque, il quale si fa molto evidente se il confronto viene effettuato con i dati del 2022, anno in cui la differenza era di appena l’1,9%. Il 2022 ha fatto registrare il minor gap anche a livello europeo, con un tasso di occupazione tra i neolaureati pari all’80,3% per le donne e all’82,6% per gli uomini.
Come trovare il primo lavoro dopo la laurea
Il passaggio dall’Università al mondo del lavoro è spesso difficile, sebbene stage e tirocini possano favorire la transizione e offrire ai neolaureati la possibilità di affiancare esperienza alle competenze acquisite. Le difficoltà e le sfide da affrontare durante la ricerca del lavoro non mancano e vengono aumentate dal fenomeno, citato nell’introduzione, dei lavori fantasma, ossia di quegli annunci di lavoro che non offrono reali opportunità e che, con il tempo, a causa dell’assenza di risposte, possono togliere entusiasmo e causare sconforto.
I neolaureati in cerca di prima occupazione, una volta individuato il proprio obiettivo di carriera, possono scegliere di affidarsi a un servizio di orientamento al lavoro oppure possono gestire la ricerca in totale autonomia. Grande importanza riveste naturalmente il Curriculum Vitae, il quale dovrà riportare, oltre al percorso di studio, le eventuali esperienze lavorative effettuate, compresi stage e tirocini, soprattutto se svolti all’estero. Utile risulta inoltre indicare gli anni di studio effettuati in altri Stati.
Nel concreto, per trovare lavoro, è possibile puntare sulla propria rete di contatti e sui career day, oltre che sugli annunci presenti sul web, ai quali è comunque necessario prestare sempre molta attenzione.