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Monti è il premier stato a Palazzo Chigi più a lungo per gli affari correnti, che fine farà Gentiloni?

Con le consultazioni al Quirinale è partito ufficialmente l’iter costituzionale che porterà (in ogni caso) al 65esimo governo della storia repubblicana. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha chiamato a sé tutti i gruppi parlamentari e valuterà le opzioni sul campo, prendendosi tutto il tempo necessario per trovare la soluzione a quello che appare un vero e proprio rebus senza soluzione.

Governi dimissionari, in carica per affari correnti

Nel corso di questi giorni, ovviamente, l’Italia non resta senza guida. Il governo guidato da Paolo Gentiloni rimane infatti in carica per gli “affari correnti”: potrà sostanzialmente gestire la quotidianità senza pianificare interventi per il futuro.

Ma chi è stato il presidente del consiglio che più a lungo ha gestito gli affari correnti, in carica da dimissionario? Il grafico in apertura mostra la top ten dei governi con la maggior distanza tra la data delle dimissioni e l’ingresso a Palazzo Chigi del nuovo presidente del Consiglio.

Governi dimissionari, Monti il più lungo

Secondo una elaborazione dati di Truenumbers, chi ha navigato di più nel limbo è stato Mario Monti: il professore bocconiano si è dimesso nel 2013, ma a seguito dell’incertezza politica post-elezioni l’esecutivo tecnico è rimasto in sella per 128 giorni post-dimissioni. Uno in più di Lamberto Dini, altro governo di tecnici, che nel 1996 si era dimesso a gennaio ma era stato in grado di lasciare la campanellina a Romano Prodi solo a maggio inoltrato: 127 giorni di limbo.

Se due governi dimissionari della Seconda repubblica detengono il primato – e sono molto vicini nei numeri – sul terzo gradino del podio si piazza il quinto esecutivo guidato da Giulio Andreotti: l’eterno politico democristiano in quell’occasione è rimasto a Palazzo Chigi da dimissionario per 126 giorni. Le dimissioni arrivarono sul tavolo del Quirinale appena 11 giorni dopo il conferimento dell’incarico, nel marzo del 1979, ma il governo successivo entrò in carica solo ad agosto – era il primo governo Cossiga.

Berlusconi e D’Alema i più veloci

Dall’atra parte della barricata ci sono quei governi dimissionari che sono letteralmente scappati da Palazzo Chigi inseguiti dai loro successori. Record difficilmente superabile è quello del secondo governo Berlusconitra l’altro il più longevo della storia repubblicana. In quell’occasione Silvio Berlusconi si dimise il 20 aprile e appena tre giorni dopo riprese l’incarico con il Berlusconi III. Altro cambio in casa rapidissimo è stato quello di Massimo D’Alema che a fine 1999 è succeduto a se stesso, giusto in tempo per brindare al nuovo millennio nel D’Alema II.

Chiude il podio il 2011. A novembre di quell’anno, con lo spread che minacciava la stabilità dei conti pubblici italiani, c’era poco spazio per le formalità: Berlusconi si dimise il 12 novembre e appena quattro giorni dopo a Palazzo Chigi c’erano già i tecnici guidati dall’austero Monti.

Gentiloni nel limbo dal 24 marzo

E Gentiloni? Il premier che ha sostituito Matteo Renzi nel dicembre del 2016 ha rassegnato le sue dimissioni il 24 marzo, venti giorni dopo le elezioni politiche. Il counter in pagina mostra lo scorrere del tempo dalle sue dimissioni: riuscirà ad entrare nella top ten di chi ha vissuto più tempo nel limbo?

Infine, riguardo a Renzi nella sua veste di leader del Pd, Truenumbers ha spiegato in questo articolo quanti giorni dura in media un segretario del Partito Democratico. Renzi è tra i più longevi.

Fonte: elaborazione dati Truenumbers

I dati si riferiscono ai governi della Repubblica italiana

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