Quanto sono rimasti in carica i governi dimissionari

Monti, dopo aver lasciato, rimase a Palazzo Chigi altri 128 giorni per gli affari correnti. Conte 16

Con il giuramento appena avvenuto, è partito ufficialmente il Conte bis, nuovo governo a trazione giallorossa. Sono passati 16 giorni dalle dimissioni del presidente del Consiglio, che è rimasto in carica per “gli affari correnti”, cioè per il periodo in cui si decide se ci sarà un nuovo esecutivo o se si tornerà alle urne. Visti i presupposti per una nuova maggioranza, il presidente della Repubblica Mattarella ha conferito nuovamente il mandato a Conte, chiudendo in soli 25 giorni la crisi di governo e nominando nuovamente il premier a soli 16 giorni dalle sue dimissioni del 20 agosto.

Durata dei governi dimissionari, in carica per affari correnti

Chi è stato il presidente del consiglio che più a lungo ha gestito gli affari correnti, in carica da dimissionario? Il grafico in apertura mostra la top ten dei governi che sono rimasti “dimissionari” più a lungo, cioè che hanno gestito “gli affari correnti” per più giorni dalla data delle dimissioni e l’ingresso a Palazzo Chigi del nuovo presidente del Consiglio.

Governi dimissionari, Monti da record

Secondo una elaborazione dati di Truenumbers, chi ha navigato di più nel limbo è stato Mario Monti: il professore bocconiano si è dimesso nel 2013, ma a seguito dell’incertezza politica post-elezioni l’esecutivo tecnico è rimasto in sella per 128 giorni dopo le dimissioni. Un giorno in più rispetto a Lamberto Dini, altro governo di tecnici, che nel 1996 si era dimesso a gennaio ma era stato in grado di lasciare Palazzo Chigi a Romano Prodi solo a maggio inoltrato: 127 giorni di limbo.

Se due governi dimissionari della Seconda repubblica detengono il primato sul terzo gradino del podio si piazza il quinto esecutivo guidato da Giulio Andreotti: l’eterno politico democristiano in quell’occasione è rimasto a Palazzo Chigi da dimissionario per 126 giorni. La rinuncia all’incarico arrivò sul tavolo del Quirinale appena 11 giorni dopo il conferimento dell’incarico, nel marzo del 1979, ma il governo successivo entrò in carica solo ad agosto – era il primo governo Cossiga.

Berlusconi e D’Alema i più veloci

Ma ci sono anche governi dimissionari che sono letteralmente scappati da Palazzo Chigi inseguiti dai loro successori. Record difficilmente superabile è quello del secondo governo Berlusconitra l’altro il più longevo della storia repubblicana. In quell’occasione Silvio Berlusconi si dimise il 20 aprile e appena tre giorni dopo riprese l’incarico con il Berlusconi III. Altro cambio rapidissimo è stato quello di Massimo D’Alema che, a fine 1999, è succeduto a se stesso, giusto in tempo per brindare al nuovo millennio nel D’Alema II.

Chiude il podio il 2011. A novembre di quell’anno, con lo spread che minacciava la stabilità dei conti pubblici italiani, c’era poco spazio per le formalità: Berlusconi si dimise il 12 novembre e appena quattro giorni dopo a Palazzo Chigi c’erano già i tecnici guidati dall’austero Monti. Giuseppe Conte si colloca comunque tra coloro che sono rimasti meno in carica dopo le dimissioni.

Gentiloni nel limbo dal 24 marzo

E Gentiloni? Il premier che ha sostituito Matteo Renzi nel dicembre del 2016 ha rassegnato le sue dimissioni il 24 marzo, venti giorni dopo le elezioni politiche ma il primo governo di Giuseppe Conte ha giurato solo il primo giugno del 2018 permettendo all’esponente del Pd di restare a Palazzo Chigi altri 68 giorni da “dimissionario”.

Fonte: elaborazione dati Truenumbers

I dati si riferiscono al: 1979-2019

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Fiducia: stampa batte politica di un soffio

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