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Gioielli e orologi: i francesi primi con 893 milioni di dollari di fatturato. E intanto comprano Tiffany

E’ il marchio francese Lvmh il più importante distributore do oggetti di lusso in Italia. Nel 2017 ha fatturato 893,2 milioni di euro con gioielli uomo, donna, e orologi. Il secondo in classifica fattura quasi la metà: è Rolex che ha raggiunto i 426,8 milioni di euro. Proprio oggi LVMH ha annunciato di aver trovato l’accordo per l’qcquisto della catena di gioielli americana Tiffany valutata 15 miliardi di euro.

Vanno forte i gioielli da uomo

Lvmh possiede una gamma gigantesca di marchi del lusso che vanno dal cibo, come gli champagne Krug, alla moda, come Dior e Fendi, fino alla distribuzione, con Sephora. Ma è nei gioielli e orologi che ha il suo punto di forza assoluto. I suoi marchi sono tra i più ambiti nel campo dei gioielli da uomo e da donna: Bulgari, Chaumet, De Beers, TAG Heuer, Zenith e Hublot. Sono sostanzialmente queste le griffe che hanno permesso a Bernard Arnault, che controlla LVMH con una quota di assoluta minoranza, di diventare il leader mondiale del lusso con oltre 60 marchi. Basti citare, tra gli italiani, Bulgari e Gucci.

Che cosa è il “lusso accessibile”

Rolex ha una storia completamente diversa. Svizzero, il marchio controlla 28 società e produce ogni anno circa 1 milione di orologi di lusso per il mercato di tutto il mondo. La società è guidata da un italiano, Gian Riccardo Marini, in precedenza a capo di Rolex Italia. Gli orologi Rolex, veri gioielli da uomo, hanno affascinato alcune tra le più importanti personalità del mondo come  Dwight Eisenhower, Winston Churchill, attori come Paul Newman, Steve McQueen e perfino rivoluzionari come Che Guevara, Fidel Castro.

Se si considerasse solamente il mercato degli orologi da uomo e da donna, Rolex sarebbe il primo in classifica con un fatturato globale di 4,4 miliardi di dollari, più del doppio del secondo il classifica, lo Swatch Group, sempre svizzero. Al terzo posto della classifica c’è Pandora, fondata in Danimarca, che rappresenta uno di quei marchi definiti “lusso accessibile”.

I dati si riferiscono al: 2017

Fonte: Competitive Data

Leggi anche: In Italia si spendono 17,3 miliardi in oggetti di lusso

 

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