L’errore giudiziario costa allo Stato 14 milioni di risarcimenti

Ingiusta detenzione, Catanzaro in testa. L’ex parlamentare Pittelli agli arresti domiciliari

Arresti domiciliari con braccialetto elettronico per l’avvocato ed ex parlamentare Giancarlo Pittelli, imputato nel maxi-processo Rinascita-Scott della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Lo ha stabilito il Tribunale del riesame di Catanzaro accogliendo l’istanza presentata dai legali di Pittelli. Per chi non ricorda: Pittelli era uno degli indagati di lusso di una maxi-operazione (una delle più imponenti di sempre) con 479 persone iscritte nel registro degli indagati voluta dal procuratore capo di Catanzaro, Nicola Gratteri. Certo, è un passaggio processuale e si dovrà attendere il dibattimento vero e proprio per sapere se, e quanto, Pittelli sia colpevole. Ma si deve anche ricordare che Catanzaro è nettamente la prima città in Italia per persone detenute ingiustamente. Cioè quella che manda più “innocenti in carcere” per usare l’espressione del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede che nel gennaio 2020 aveva detto che gli innocenti, in carcere, non ci finiscono e, quindi, che l’errore giudiziario non esiste.

L’errore giudiziario in Italia

Non è sensazione, abbiamo i numeri. Nel 2018, infatti, sono state emesse 182 ordinanze di riparazione per casi di persone sottoposte a custodia cautelare in carcere o ai domiciliari poi prosciolte al momento della sentenza dai tribunali del distretto d’appello di Catanzaro. Sono gli ultimi dati che abbiamo a disposizione. Per essere chiari, il distretto comprende i tribunali di Castrovillari, Catanzaro, Cosenza, Crotone, Lamezia Terme, Paola e Vibo Valentia. E il conto dei risarcimenti pagati dallo Stato in Calabria supera i 10 milioni sui 33 totali in Italia nel 2018.

Il caso Catanzaro e Nicola Gratteri

Il distretto di Catanzaro è ormai da anni in testa alla classifica per ingiusta detenzione. Nel gennaio 2020, tra l’altro, si è acceso di nuovo lo scontro, arrivato in passato nelle aule del Consiglio superiore della magistratura, tra il procuratore generale di Catanzaro Otello Lupacchini e il procuratore Nicola Gratteri, magistrato simbolo della lotta alla ‘ndrangheta. Lupacchini ha accusato Gratteri di non averlo informato della maxi operazione della Dda contro la ‘ndrangheta che nella notte tra il 18 e il 19 dicembre ha portato a 330 arresti. Lo stesso Lupacchini aveva dedicato gran parte del suo intervento di apertura dell’anno giudiziario nel gennaio 2019 proprio al problema dell’ingiusta detenzione. E aveva sollevato la reazione del presidente della Corte d’appello, Domenico Introcaso.

Errore giudiziario: i risarcimenti alle vittime

Allargando lo sguardo a tutta l’Italia, solo nel 2018 lo Stato ha pagato 33.373.832 euro di risarcimenti per ingiusta detenzione e 14.602.224 euro per gli errori giudiziari. Il celebre caso del conduttore televisivo Enzo Tortora, che finì in carcere per 7 mesi per le accuse false di alcuni pentiti della Camorra, risale al lontano 1983 ma lo Stato continua a commettere errori pesantissimi per le vite degli innocenti che precipitano, senza colpe, nel tritacarne della giustizia.

Nel 2018 i casi di ingiusta detenzione (le persone ingiustamente in carcere o ai domiciliari prima delle sentenza) sono stati 895, mentre gli errori giudiziari sono stati 18 e riguardano innocenti condannati in via definitiva che hanno ottenuto un processo di revisione. Parliamo, quindi, di indagati tenuti in carcere oppure agli arresti domiciliari che poi vengono prosciolti o di innocenti condannati in via definitiva con clamorosi errori da parte di pm e giudici. E lo facciamo con i numeri sui risarcimenti aggiornati al 2018 da una fonte ufficiale, il Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Ovviamente, si tratta di casi avvenuti negli anni scorsi, anche lontani nel tempo. Il 2018, però, è l’anno in cui è stata emessa l’ordinanza di riparazione per ingiusta detenzione o errore giudiziario anche se questo è avvenuto anni prima. Errorigiudiziari.com, il primo archivio online dei casi di ingiusta detenzione ed errore giudiziario (curato da Benedetto Lattanzi e Valentino Maimone, due giornalisti che da oltre 20 anni si occupano di questi temi), ha ottenuto i dati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e ha calcolato che dal 1992 al 31 dicembre 2018 sono stati versati 790 milioni per i risarcimenti: circa 30 milioni in media ogni anno.

Differenza tra ingiusta detenzione ed errore giudiziario

Che cos’è l’ingiusta detenzione? Si verifica quando una persona accusata di un reato, o solamente indagata, sconta un periodo di custodia cautelare in carcere o agli arresti domiciliari e, al termine del processo, viene riconosciuta innocente. In sostanza, la vittima è quella persona che è stata sottoposta a custodia cautelare e dopo viene prosciolta per qualsiasi causa. Ma anche quella persona il cui procedimento viene archiviato. In entrambi i casi si ha diritto ad un risarcimento da parte dello Stato. Anche un condannato, comunque, può ottenere un risarcimento per ingiusta detenzione, nel caso venga riconosciuta la mancanza delle condizioni necessarie per queste misure.

L’errore giudiziario, invece, è qualcosa di diverso. Pure in questo caso ci sono uno o più errori di valutazione, ma qui ci deve essere una sentenza definitiva di condanna. Siamo in presenza di errore giudiziario quando un innocente viene condannato in via definitiva e un processo di revisione “ribalta” la situazione.

La classifica degli errori giudiziari

Errorigiudiziari.com sulla base dei dati forniti dal Ministero dell’Economia e delle Finanze ha stilato una classifica delle città italiane in cui i casi di ingiusta detenzione sono stati più frequenti nel 2018. O meglio: è la classifica dei distretti delle corti di appello, gli organi che all’interno dell’ordinamento giudiziario si occupano di risarcire le vittime. Nel grafico in alto si può vedere la graduatoria. Catanzaro stacca nettamente tutte le altre con 182 casi di risarcimento nel 2018. Al secondo posto c’è Napoli con 113, al terzo Roma con 96. Catanzaro è prima anche per quanto riguarda l’entità dei risarcimenti pagati nel 2018: alle vittime sono andati 10.378.317 euro, il 31% di quanto versato da tutti i distretti italiani. In questo caso, come si può notare dal grafico in basso, al secondo posto c’è Roma (3.429.248 euro) e al terzo c’è Catania (2.767.954).

Fonte: Ministero dell’Economia e delle Finanze, Errorigiudiziari.com

I dati si riferiscono al: 1992-2018 

Ultima modifica: 19 ottobre 2020 

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