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Ma come sono stati suddivisi i fondi? Ecco i settori più finanziati

Uno dei grandi capitoli di spesa del bilancio proprio dell’Unione Europea, quello che Bruxelles può spendere in autonomia, è la politica di coesione. Assieme all’agricoltura e alle politiche di sviluppo e competitività per la crescita.

Il 32,5% del budget settennale 2014-2020, 351,8 miliardi, è stato allocato proprio a questo scopo. Se una parte importante di questi fondi vanno, attraverso il Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale, a progetti per le regioni più svantaggiate dell’Unione, quindi per esempio il nostro Mezzogiorno, vi è una porzione, che ammonta a 69 miliardi, che la commissione ha pianificato di spendere per realizzare una Unione dell’Energia.

Si è trattato di finanziare progetti che rendessero la produzione e l’uso dell’energia più efficiente, meno diseguale nella UE, più ecologica. Quindi la Ue ha supportato le regioni in cui si sta abbandonando il carbone riconvertendo quell’industria, oppure l’innovazione e la ricerca di fonti di energia e di processi più efficienti, la decarbonizzazione nei trasporti, la minore dispersione di energia nelle case, e ovviamente lo sviluppo dell’energia rinnovabile e delle reti di distribuzioni intelligenti, le “smart grid”.

A quest’ultimo obiettivo sono stati dedicati 9 miliardi e 496 milioni. Le direttive seguite sono state molte. La più importante, anche se di poco, è stata quella dell’energia solare, per cui è stato indirizzato 1 miliardo e 805 milioni.

Attenzione, questi sono i fondi pianificati, poi con l’arrivo dei progetti e l’approvazione degli stessi i numeri effettivi sono cambiati. Le cifre effettivamente approvate sono state di meno, in questo caso  un miliardo e 583 milioni, e quelle spese ancora inferiori, 685,5 milioni.

Un altro capitolo di spesa importante è stato quello relativo agli impianti di cogenerazione ad alta efficienza e teleriscaldamento.

energia rinnovabile

I maggiori fondi per l’energia rinnovabile per il 2021-2027

Gli impianti di cogenerazione sono quelli in cui è possibile generare insieme energia meccanica e calore, riducendo al massimo sprechi e inefficienze, e poi distribuire il calore creato con il teleriscaldamento. In questo caso quasi tutti i fondi pianificati, 1 miliardo e 635 milioni, sono stati approvati per progetti ad hoc,  un miliardo 622 milioni, di cui 464,5 milioni già spesi.

Gli altri programmi sono quelli che riguardano le biomasse, il gas naturale, sia quello interno sia quello in arrivo attraverso le reti transeuropee (TEN-E), l’energia eolica, l’immagazzinamento più efficiente di quella elettrica.

È degno di nota il fatto che nel capitolo si spesa riguardante il gas naturale dalle reti TEN-E (tra cui per esempio la celebre TAP) i progetti approvati hanno superato, in ammontare di euro i fondi pianificati all’inizio, un miliardo e 148 milioni, i cui 45i milioni spesi, contro 468 milioni.

Molto pochi invece i progetti relativi all’eolico, solo per 90 milioni, di cui ancora meno, 15 milioni, spesi, a dispetto dei 429 milioni pianificati.

Ora è il turno del budget 2021-2027. l focus di questi anni, si sa, sarà sul rendere la UE climaticamente neutrale entro il 2050. I fondi del Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale (ERDF) saranno in parte diretti a questo scopo. Ben il 30% dei 234 miliardi del ERDF saranno spesi, nelle intenzioni della Commissione, non tanto per lo sviluppo economico delle aree più povere, ma per il clima e l’ambiente. E le priorità saranno la decarbonizzazione, l’efficienza energetica e il empre maggiore utilizzo delle energie rinnovabili.

I dettagli però sono ancora in via di definizione nei tavoli di confronto politico attivi nei palazzi di Bruxelles. E probabilmente ci vorrà ancora qualche mese per la definizione di tutti i programmi specifici

I dati si riferiscono al 2014-2020

Fonte: Parlamento Europeo

Leggi anche: Le aziende che utilizzano più energia rinnovabile

 

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