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Tutti i risultati delle consultazioni dal 2000 ad oggi. Attesa per il partito comunista di Grudinin

Vladimir Putin ha sciolto ogni riserva sulla sua candidatura alle elezioni in Russia che si terranno domenica 18 marzo 2018 e correrà per la quarta volta alla leadership del Cremlino. Se un punto di forza delle democrazie è l’alternanza partitica, questo non riguarda la Russia.

Chi corre alle elezioni in Russia

Alle elezioni presidenziali del 26 marzo 2012, i cui risultati sono riassunti nel grafico sopra, Vladimir Putin, sostenuto da Russia Unita, ha ricevuto 45.602.075 voti pari al 63,60%, divenendo per la terza volta Presidente della Federazione Russa. Più distanti tutti gli altri candidati. Il secondo ad aver ricevuto più voti è stato l’eterno nemico Gennady Zyuganov del Partito Comunista della Federazione Russa (Kper) con 12.318.353. Al terzo posto si è piazzato l’imprenditore miliardario Mikhail Prokhorov, presentandosi come indipendente: ha ricevuto 5.772.508 voti. Altro nome sempre presente nella politica russa è il settantunenne Vladimir Zhirinovsky del Partito Liberal Democratico di Russia (Pldr) che ha ottenuto il 3,85% dei voti.

Putin e gli Stati sovranisti

La mappa qui sotto mostra le percentuali di voto ottenute dai quattro principali candidati alle elezioni in Russia del 2012: al colore più chiaro corrispondono le percentuali più basse, spostandosi progressivamente verso le percentuali più alte che sono rappresentate dal blu scuro.

Vladimir Putin ha superato il 50% dei voti in tutti gli 83 collegi federali, tranne in uno. Nel distretto elettorale indipendente della città di Mosca, Putin ha ricevuto “solo” il 46,95% dei voti. A San Pietroburgo, città che lo ha eletto per la prima volta alla Duma, ha preso il 58,77%. Altre percentuali “basse” di preferenze è stata ottenuta nella regione di Kostroma, nei pressi degli Urali, con il 52,78% e ad Orel (52,84%) quasi al confine con l’Ucraina dove il conflitto non è, in realtà, mai terminato nonostante non se ne parli più. Quel conflitto ha poi portato l’Europa a imporre sanzioni alla Russia: qui il pezzo di Truenumbers che spiega chi, da quelle sanzioni, ha davvero tratto vantaggio.

Gli interventi dei militari russi per sedare rivendicazioni sovraniste miste ad una buona dose di terrore, somministrata in alcune regioni di confine, ha permesso a Putin di ottenere oltre il 90% in aree delicate come il Daghestan (92,84%) e soprattutto in Cecenia con una percentuale che farebbe impallidire le dittature dell’Est Europa del XX secolo: Putin qui ha ottenuto il 99,76% dei voti.

Solo briciole per gli altri

Lì dove Vladimir Putin “cala” nelle percentuali, l’antagonista è la vecchia volpe Gennady Zyuganov del Partito Comunista. Zyuganov ha ottenuto il maggior numero di voti proprio nella regione di Kostroma dove ha fatto segnare un buon 26,02% ma soprattutto nell’Oblast di Oriel, riuscendo ad arrivare al 29,09%. Solo in due collegi, Mikhail Prokhorov riesce a superare Zyuganov: nelle città di Mosca e San Pietroburgo. Le città più importanti ed internazionali della Russia hanno preferito il magnate e presidente dei Brooklyn Nets al candidato del Kpfr, Prokhorov, che ha ricevuto nella capitale il 20,45% dei voti e a San Pietroburgo il 15,52. Prokhorov è stato scelto come secondo alle spalle di Putin anche dagli elettori russi residenti all’estero con 59.942 voti pari al 13,56%.

Verso il Putin IV

Dal 2000 ad oggi Putin è sempre stato tra i candidati alle elezioni presidenziali, tranne nel 2008 quando fu sostituito dall’allora Primo Ministro, e compagno di partito in Russia Unita, Dimitri Medvedev. Nel grafico sotto i risultati delle elezioni presidenziali dal 2000 ad 2012.

Il divieto di candidarsi per la terza volta consecutiva è stabilito dalla Costituzione, e con una machiavellica operazione politica, Putin, quell’anno, fa un passo indietro per ricoprire la carica di Primo Ministro. Appena insediata, la coppia Putin-Medvedev nei primi mesi del 2008  ha lavorato per allungare la carica di Presidente della Federazione Russa da 4 anni a 6 anni dalle successive elezioni in Russia del 2012. Legge approvata e Putin si ricandida alle elezioni in Russia del 26 marzo 2012, vincendo in tutte le entità costituenti della federazione russa, come abbiamo visto nella mappa sopra.

Le elezioni in Russia, cosa succede ora

Non dovrebbero esserci sorprese nella tornata elettorale del prossimo 18 marzo. Ritenuto incandidabile Alexey Navalny, attivista e fondatore del Partito del Progresso, gli altri candidati sono vecchie conoscenze. Vladimir Zhirinovsky sarà ancora una volta la guida del Partito Liberal Democratico di Russia dopo le candidature del 2008 e 2012. Il Partito Jabloko, che solo nel 2000 aveva ottenuto seggi alla Duma per poi scomparire dai radar della politica russa, si presenterà con Grigory Yavlisnky che aveva già corso per il Cremlino nel 2000 ottenendo il 5,9% di voti. Il Partito Comunista della Federazione Russa ringiovanisce la sua nomenklatura e presenta il “giovane” (57 anni) Pavel Grudinin.

I dati si riferiscono: marzo 2012

Fonte: Commissione Elettorale Centrale della Federazione Russa

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