La donazione di sangue non basta: import a 7,8 miliardi

Dai 3,2 miliardi del 2012 al record del 2020. In un anno 2,8 milioni di trasfusioni

Il valore dell’importazione di sangue umano (e animale) da parte dell’Italia è di 7,8 miliardi di euro nel 2020, 436 milioni in meno rispetto al 2019. Si tratta di un valore molto alto, di poco inferiore al record storico dell’anno precedente. Questi numeri dicono che la donazione di sangue (umano, ovviamente) da parte degli italiani non basta a soddisfare la domanda di plasma. Eppure stiamo parlando di un piccolo gesto ma fondamentale. Basti pensare che le donazioni di sangue permettono di trasfondere 1.653 pazienti al giorno e di trattare con medicinali plasmaderivati migliaia di persone.

La donazione di sangue in Italia non basta

Il motivo per il quale siamo costretti ad importare così tanto plasma è semplice: calano le donazioni. Stando alle stime del ministero della Salute (l’ultimo aggiornamento dei dati risale al maggio 2021), nel 2020 sono diminuite del 3,4% rispetto al 2019 e sono state 2.893.788 delle quali 455mila in aferesi (cioè con separazione di alcune parti del sangue, come il plasma e le piastrine). Complessivamente le trasfusioni di sangue sono state 2,8 milioni per una media di 5,4 al minuto. Numeri importanti così come è importante il numero di donatori che ci sono in Italia. Sono 1.626.506 dei quali 1 milione e 35mila periodici e circa 270mila alla prima donazione. Il 33% sono donne (536.747) e i donatori giovani, tra i 18 e i 35 anni, sono 478.175.

Quando serve una trasfusione di sangue

Generalmente una trasfusione di sangue viene effettuata in casi di anemia acuta o cronica, cioè quando il valore dell’emoglobina è inferiore ai 7-8g/dl. L’emotrasfusione, inoltre, può essere necessaria in caso di grave sanguinamento, ipossia tissutale (ovvero, manca l’ossigeno in alcune aree del corpo) o nei trattamenti di chemioterapia, in quanto il cancro riduce drasticamente le piastrine e i globuli rossi. Le trasfusioni di sangue di fatto sostituiscono i prodotti ematici (piastrine, globuli rossi, albumina, fattori coagulanti, immunoglobuline) carenti.

I rischi della donazione di sangue

Si corrono dei rischi durante la donazione di sangue? Solitamente no ma potrebbero esserci degli effetti collaterali, come febbre, eruzione cutanea, brividi, difficoltà a respirare, perdita di sangue o ematuria (cioè sangue nelle urine). Difficilmente, invece, una trasfusione può causare l’insorgenza di malattie, come l’epatite B, l’epatite C o l’Hiv (Virus dell’immunodeficienza acquisita).

donazione sangue

Qual è la procedura per importare ed esportare il sangue

Ma come viene importato ed esportato il sangue? C’è una specifica procedura che si deve seguire: il medico responsabile del servizio trasfusionale deve presentare istanza di autorizzazione al Ministero della Salute specificando alcuni dati, come il motivo della richiesta, le generalità del paziente, l’esito dei test di validazione biologica, la nazione di provenienza e quella di destinazione, la data, il mezzo e la modalità di trasporto e il metodo di conservazione.

A questo punto il Ministero della Salute riceve la documentazione, la esamina e rilascia l’autorizzazione all’importazione ed esportazione di sangue umano e dei suoi prodotti per la produzione di dispositivi medico-diagnostici in vitro (Ivd). Il valore dei preparati di sangue umano e animali importati nel nostro Paese, come si vede nel nostro grafico sopra, ha raggiunto il record nel 2019 con 8,2 miliardi, nel 2012erano solo 3, 2 miliardi per poi calare leggermente l’anno successivo, ma il trend è chiaro: un progressivo aumento dell’import di sangue dall’estero.

Come e perché conservare il sangue cordonale

Negli ultimi 25 anni è diventata sempre più comune la pratica di raccogliere e conservare il sangue cordonale dopo la nascita del neonato. Il motivo di questa donazione di sangue? Le cellule ematiche del cordone ombelicale hanno valore terapeutico per il trattamento di patologie immunitarie (leucemia, linfomi), malattie del sangue o altre patologie come le immunodeficienze congenite, la talassemia (anemia mediterranea) o l’aplasia midollare (cioè il modello osseo non produce un sufficiente numero di cellule ematiche).

Secondo i dati del Comitato sui Trapianti d’Organo del Consiglio d’Europa in tutto il mondo sono stati realizzati 35mila trapianti di sangue cordonale e ci sono 730mila unità di sangue cordonale utilizzabili per i pazienti che ne hanno bisogno. Il sangue placentare, una volta raccolto, viene destinato alle “banche del sangue placentare”. In Italia ce ne sono 18 e sono gestite dal Centro Nazionale Sangue in collaborazione con il Centro Nazionale Trapianti.

Produzione e commercializzazione dei farmaci emoderivati

Il sangue importato o una delle sue parti (come il plasma) viene lavorato industrialmente per la produzione farmaceutica e medicinali. Gli emoderivati infatti non sono altro che medicinali prodotti con il sangue delle donazioni. Come per tutti i farmaci, anche gli emoderivati per poter essere commercializzati devono essere approvati dall’Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco), che ne testa qualità, efficacia e sicurezza prima di autorizzarne la vendita sul mercato.

Anche a livello di commercializzazione, ovviamente, è necessario che ogni singolo lotto di emoderivati ottenga il certificato di “rilascio lotti” dal Laboratorio Ufficiale di Controllo, cioè dall’Iss (Istituto Superiore di Sanità).

I prodotti ematici come cura delle malattie

Ma quali sono i prodotti del sangue più usati per il trattamento terapeutico? Principalmente sono due: le immunoglobuline (gli anticorpi), impiegate per trattare processi infiammatori sistemici, immunodeficienze o patologie autoimmuni; il fibrinogeno, il principale componente ematico fondamentale per la coagulazione, utilizzato per il trattamento di emorragie.

Tre curiosità dal mondo sul sangue

E concludiamo la nostra analisi con 3 curiosità sul sangue:

  • A Kyoto, in Giappone, ci sono sette templi (Genkoan, Shodenji, Yogenin,  Myoshinji, Hosenin, Jinouji e Koshoji) che hanno i soffitti macchiati di sangue. Tra mito e storia infatti si narra si tratti del sangue di 370 samurai che, sconfitti da un’imboscata organizzata dal militare Mitsunari per impossessarsi del castello di Osaka, si suicidarono sbudellandosi. Il sangue macchiò le assi del pavimento del castello inzuppando in profondità il legno. In onore dei valorosi guerrieri, si smantellarono le assi insanguinate per incorporarle nei soffitti dei principali templi della città di Kyoto.
  • In Antartide, dal ghiacciaio Taylor fluiscono le cosiddette “Cascate di sangue”, cioè getti di acqua salata ricchi di ossido di ferro. Scorre così un liquido rosso dando l’impressione che il ghiaccio sanguini.
  • Il sangue degli animali può essere usato per concimare. In particolare, il sangue di bue ha un alto contenuto di azoto e ferro, due elementi che favoriscono la fioritura delle piante.

I dati si riferiscono al: 2020

Fonte: Ministero della Salute, Dona il sangue, Aifa, Avis

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