
Per loro pronti 1,4 milioni di euro in aiuti. Niente per tutti gli altri licenziati
Tutti i giornali scrivono quanto potrebbe essere costata l’Alitalia alle tasche degli italiani. Quello che sfugge è che esistono anche costi collaterali.
L’aiutino dell’Europa
Il 28 settembre 2015 la Commissione per i Bilanci del Parlamento Europeo ha infatti approvato lo stanziamento di 1,4 milioni di euro a favore di 184 ex dipendenti della Compagnia di bandiera sui 1.200 che hanno perso il posto di lavoro. Nella stessa seduta sono stati approvati aiuti anche per 2.692 ex dipendenti della Opel in Germania e 4.500 ex Ford in Belgio.
Per ottenere gli aiuti l’Italia ha sostenuto che i licenziamenti si sono resi necessari non per la gestione disastrosa della società, ma per “una diminuzione della sua quota di mercato del trasporto aereo di passeggeri internazionali, in particolare a vantaggio dei vettori degli Stati del Golfo e della Turchia” oltre che per colpa “del calo del numero dei passeggeri dovuto alla crisi economica e all’aumento del prezzo del carburante”.
Dipendenti Alitalia salvati
Dopo l’approvazione della misura da parte del Parlamento Europeo (probabilmente il 5 ottobre 2015), l’aiuto sarà erogato dal fondo Feg, utilizzato nel 2013 anche da Air France, che ha un plafond annuo di 150 milioni il cui acronimo sta per “Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione”.
Ai pochi fortunati che possono accedervi vengono offerti strumenti per la creazione di nuove imprese, assistenza nella ricerca di un nuovo impiego e una serie di corsi professionali.
I dati si riferiscono al: 2015
Fonte: Parlamento Europeo
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