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L’aumento del deficit provocato molto più da una impennata delle uscite che da un calo di entrate

Dopo il momento delle stime e delle previsioni è arrivato quello delle verifiche e dei dati veri, che mese dopo mese stanno giungendo a mettere nero su bianco l’entità del danno che l’emergenza Covid19 sta portando all’economia italiana.

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha pubblicato i dati sul Bilancio dello Stato tra gennaio e aprile 2020. Si tratta di dati ancora parziali ma includono gran parte del periodo di lockdown più stretto che abbiamo attraversato.

E mostrano come l’impatto sui nostri conti pubblici cominci a essere pesante. Il dato più rilevando è l‘aumento del deficit di bilancio, che passa dai 31 miliardi e 257 milioni dei primi quattro mesi del 2019 ai 47 miliardi e 304 milioni di quest’anno. Il peggioramento è quindi di 16 miliardi. E sarebbe potuto essere peggio se gli interessi passivi, quelli che paghiamo sul debito, non fossero invece scesi di circa 2,2 miliardi, grazie soprattutto al ruolo della BCE.

Il saldo primario, infatti, quello che misura la differenza tra entrate e uscite senza interessi, è peggiorato di ben 18 miliardi e 250 milioni.

Per ora non si è verificato un crollo degli incassi. Le entrate complessive sono diminuite di un miliardo e 882 milioni, l’1,3%, e anche le entrate tributarie, quelle che riguardano le tasse, sono scese, sì, ma non eccessivamente, del 3,7%. Del resto fanno in gran parte riferimento ai redditi del 2019. Solo nei mesi successivi ad aprile vi sono i versamenti principali e ancora dopo quelli che riguarderanno il 2020.

In aumento dell’8,2% i pagamenti correnti

A provocare questo aumento del deficit è stato invece l’incremento delle uscite, principalmente per le prime misure varate per tamponare le conseguenze economiche dell’emergenza, come la cassa integrazione o il sostengo al reddito dei lavoratori autonomi.

I pagamenti correnti sono aumentati di 13 miliardi e 333 milioni e non a caso all’interno di questi sono stati i trasferimenti alle amministrazioni pubbliche a salire, del 16,7%, ovvero 12 miliardi e 827 milioni. Qui dovrebbero esserci i fondi versati all’INPS e agli enti locali responsabili della distribuzione degli aiuti economici varati.

Infatti nel comparto degli enti previdenziali il Ministero dell’Economia e delle Finanze segnala un aumento di 12 miliardi e 770 milioni di entrate, +9,3%. 10 miliardi e  341 milioni sono provenienti non da maggiori contributi, ma da trasferimenti pubblici, e vi è una uscita identica, di 12 miliardi e 770 milioni, che indica che l’INPS ha fatto da strumento per la spesa straordinaria dello Stato

Cresce anche la spesa in bene e servizi, di 618 milioni, e per il personale in servizio, di 499 milioni. In questo caso è probabile che si tratti dello sforzo fatto per l’emergenza sanitaria, con gli acquisti di materiale medicale, macchinari, il pagamento del lavoro extra dei medici e del personale preposto alla sicurezza. E forse se le cose proseguiranno ad andare bene dal punto di vista pandemico, questa voce potrebbe essere l’unica a migliorare nei prossimi mesi

I dati si riferiscono a gennaio-aprile 2020

Fonte: Ministero dell’Economia e delle Finanze

Leggi anche: Primi effetti del Covid, cala il potere d’acquisto

 

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