Ritardi (quasi) annullati, ma resta l’arretrato dei debiti della pubblica amministrazione
Se ne parla fin dal 2013: la Pubblica amministrazione ha debiti che non riesce ad onorare. I fornitori privati, cioè, partecipano a gare pubbliche, le vincono, svolgono il lavoro e poi non riescono ad ottenere il compenso. Non di rado i ritardi nei pagamenti delle istituzioni pubbliche hanno causato il fallimento di imprese private.
Debiti e crediti della pubblica amministrazione
Secondo gli ultimi dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze le cose sembrano migliorate. Soprattutto grazie alla digitalizzazione del sistema. E’ stato infatti creato un sistema informatico, il Pcc (Piattaforma dei Crediti Commerciali), che acquisisce e analizza le fatture emesse da aziende e professionisti verso le 22 mila amministrazioni pubbliche (tra Asl, aziende municipalizzate, università, comuni, ecc) registrate nello Sdi (Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate).
I debiti della Pa finalmente vengono pagati
Anche se, chiaramente, ancora non tutte le amministrazioni si sono conformate alla perfezione, rendendo possibile questo flusso informatico di informazioni, la Pcc ha registrato, per il 2016, 27 milioni di fatture per un valore complessivo di 157,6 miliardi, dei quali 150,4 effettivamente esigibili.
Ebbene, il 74%, ovvero 112,2 miliardi, è stato pagato: di fatto sono state evase 17,3 milioni di fatture. Il dato più interessante però è quello relativo ai ritardi nei pagamenti e ai giorni che ci sono voluti per saldare le fatture.
In media si è trattato di 58 giorni, con un ritardo, rispetto a quanto richiesto sulle fatture, di 16 giorni. La legge ora del resto richiede che i giorni di pagamento siano 30, tranne che per gli enti sanitari, per cui si può arrivare a 60. In particolare i 16 giorni di ritardo per il MEF rappresentano un calo del 30% rispetto al dato del 2015.
Quando il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione
Bene, ci sono tuttavia ancora i debiti risalenti alle fatture non saldate degli anni precedenti . Anche qui sembrano esserci buone notizie però. Da 91 miliardi del 2012 la metà sono stati pagati, ma grazie a dei prestiti statali alla diverse istituzioni debitrici. A luglio 2017 risultavano saldati 45,5 miliardi di crediti, di fatto esattamente la metà rispetto al massimo raggiunto dallo stock nel dicembre 2012, 91 miliardi. Era l’anno dello spread, quando lo Stato aveva temuto di non poter pagare neanche gli interessi sul debito pubblico, e di fatto ogni pagamento alle imprese si era bloccato. La recessione, che proprio in quei mesi raggiungeva il proprio picco, tra le proprie cause ha avuto anche questo blocco.
I debiti di Roma pesano sull’Italia
Come mostra il grafico sopra, ammontato a 47,3 i miliardi che lo Stato ha stanziato per gli enti debitori. I soldi sono stati prestati soprattutto alle regioni e alle province autonome e agli enti che esse fanno capo, 29,1 miliardi, più della metà. E chiaramente queste fanno la parte del leone anche nei pagamenti effettuati, 28,8 miliardi su 45,5.
Il Mef afferma che, in realtà, i vari enti della Pubblica amministrazione hanno usato anche risorse proprie ordinarie per saldare i debiti, ma certo la vicinanza dei due numeri, le somme stanziate, 47,3 miliardi, e i pagamenti, 45,4, indicano come ci sia stato bisogno proprio di questo intervento straordinario per sbloccare la situazione: senza le risorse dello Stato centrale non ce l’avrebbero mai fatta a saldare le fatture.
Il pagamento dei debiti delle amministrazioni locali
I 47,3 miliardi rappresentano, però, un prestito che deve essere restituito con un piano di rientro concordato in anticipo. Questo per non favorire proprio quegli enti meno virtuosi che, altrimenti, potrebbero pensare di non pagare i propri fornitori (tanto “paga lo Stato”).
Non solo, le regioni in particolare devono presentare un piano alla Ragioneria Generale in cui si delinea il trend dei pagamenti da effettuare assieme a quello della restituzione del prestito statale, un vero e proprio business plan che deve essere coerente con i propri bilanci.
Nei prossimi anni le risorse straordinarie messe a disposizione dello Stato dovrebbero diminuire man mano che i debiti verranno pagati in modo più o meno puntuale, come nel 2016. Se così non fosse si tratterebbe solo di un trasferimento di debito, da quello delle singole amministrazione al calderone del debito pubblico.
I dati si riferiscono al: 2016
Fonte: Mef
Leggi anche: Lo Stato ha più debiti delle famiglie
Debiti statali, è falso il 30% dei fondi
Ti piace citare i numeri veri quando parli con gli amici? – La redazione di Truenumbers.it ha aperto un canale Telegram: qui potrai ricevere la tua dose quotidiana di numeri veri e le ultime notizie; restare aggiornato sulle principali news (con dati rigorosamente ufficiali) e fare domande. Basta un attimo per iscriversi. Un’ultima cosa: siamo anche su Instagram.