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Il più impegnativo per le casse pubbliche è stato quello dell’Irpinia del 1980

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Quaranta anni fa, il 23 novembre 1980, alle ore 19.34 circa, un terremoto colpì l’Irpinia, la Basilicata e una limitata area della Puglia. Ebbe una magnitudo di 6.9 (pari a circa il decimo grado della scala Mercalli) e – secondo le stime più accreditate – causò 2.570 morti (2.914, secondo altre fonti), 8.848 feriti e circa 300 mila senzatetto. Alcuni comuni vicini all’epicentro – tra i quali Sant’Angelo dei Lombardi, Lioni, Conza della Campania, Castelnuovo di Conza, Santomenna, Laviano, Muro Lucano – furono quasi rasi al suolo, altri gravemente danneggiati.

Quello dell’Irpinia è il terremoto che ha richiesto la spesa più alta da parte dello Stato nei decenni successivi. Sì, ma quanto costa un terremoto? Non parliamo di costo in termini di vite umane, che è incalcolabile, ma di quanto è la spesa pubblica per riparare (o cercare di farlo, almeno) i danni di un sisma in Italia? I dati, mai come in questi casi, sono divergenti, perché oltre alle risorse nazionali occorre aggiungere i fondi della Ue che, in caso di terremoti di particolare gravità, aiuta gli Stati membri. Ma, in questo caso, parliamo dei costi dei terremoti in Italia a valere sul bilancio pubblico statale. Diciamo subito che per gli 8 terremoti che hanno colpito varie parti d’Italia negli ultimi 50 anni sono stati spesi complessivamente circa 145 miliardi di euro.

I costi dei terremoti

Il grafico sopra mostra la spesa attualizzata in milioni di euro per i principali terremoti che si sono verificati in Italia dagli anni ’60 ad oggi. Il primo che viene preso in considerazione è il terremoto del Belice, in Sicilia, che provocò circa 300 morti e per il quale sono stati stanziati nel corso degli anni una somma pari a 8.400 milioni di euro. Ma non è stato questo quello che ha comportato la spesa maggiore. Come dicevamo, il terremoto più costoso per le casse pubbliche è stato quello dell’Irpinia del 1980: 47.500 milioni di euro attualizzati ad oggi. Cioè 47,5 miliardi in 39 anni. Giustificati o no (le inchieste giudiziarie che seguirono il terremoto per indagare su sprechi e corruzione sono numerose) fu in effetti uno dei più devastanti di sempre: 280.000 sfollati, 8.848 feriti e, ma queste sono, ancora oggi solo delle stime, 2.914 morti. Ci fu addirittura chi collegò il sisma al mancato miracolo di San Gennaro quando il sangue del santo patrono della città di Napoli, nel 2980, non si sciolse, come avvenne pochissime altre volte nella storia.

I più grandi terremoti in Italia

Il terzo terremoto più costoso è quello che colpì l’Abruzzo nel 2009. Anzi, in realtà, è più corretto parlare di “terremoti” dell’Abruzzo” dato che lo sciame sismico durò per tre anni almeno tra il 2009 e il 2012 ed ha avuto come epicentro L’Aquila. Il bilancio delle vittime, anche in questo caso, è stato pesantissimo: 309 morti e 1.600 feriti. Naturalmente anche in questo caso si tratta di spese “a oggi” dato che gli stanziamenti statali sono costanti e, anzi, in aumento.

I dati si riferiscono al: 1960-2018

Fonte: Istat

Leggi anche: Scuole italiane vecchie e non antisismiche

Terremoti in Italia: il conto dei morti

 

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