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A Gennaio una sola condanna a morte, l’anno scorso in tutto sono state 20

Il grafico mostra il numero di esecuzioni capitali negli Stati Uniti dal 2014 al 2017 in alcuni degli stati in cui è prevista la pena di morte. Dall’inizio di quest’anno una sola persona è stata condannata a morte, in Texas: a subire l’iniezione letale è stato Christopher Wilkins, 48 anni, accusato di aver ucciso due uomini dopo che uno di loro lo aveva deriso per essere caduto in un finto affare di droga. Ma il 2017 è appena cominciato.

Dove si rischia di più?

Gli stati più severi sono il Texas, con 10 condanne a morte nel 2014, 13 nel 2015 e 7 l’anno scorso; poi il Missouri (10 esecuzioni nel 2014, 6 nel 2015 ma solo una l’anno scorso). I numeri cambiano se  andiamo più indietro nel tempo e facciamo i conti: dal 1976 ad oggi, per esempio, sale a 1.427 il numero di condannati uccisi. Molti? Avrebbero potuto essere cinque volte tanto se molti non fossero stati graziati. Non tutte le sentenze, infatti, si risolvono in una esecuzione: delle 8.466  condanne solo il 20% circa sono state eseguite, le altre ribaltate.

condannati a morte negli usa

In quali paesi esiste la pena di morte?

Gli Stati Uniti non sono l’unico paese al mondo che utilizza ancora la pena capitale. Anzi:  si stima che la Cina abbia emesso diverse migliaia di condanne a morte nel 2014, mentre in Iran il tragico conto delle esecuzioni capitali nello stesso periodi è di circa 300 persone.

Cosa pensano gli americani delle condanne a morte?

Circa il 60 per cento dei cittadini statunitensi ha dichiarato di ritenere la pena capitale moralmente accettabile e circa il 35 per cento dei sostenitori dice che la morte è una giusta punizione, sul modello dell’occhio per occhio, se messa in rapporti con i crimini commessi. Il 14 per cento dei forcaioli sostiene poi che la pena di morte fa anche risparmiare soldi pubblici, perché mantenere un condannato in galera per tutta la vita costerebbe di più allo stato e ai contribuenti. Gli americani a favore delle condanne a morte hanno raggiunto un picco nel 1991, quando il 76 per cento della popolazione si dichiarava d’accordo.

I dati si riferiscono al: 2017

Fonte: Centro d’Informazione sulla pena di morte (Dpic)

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