In Spagna e Gran Bretagna si arriva al 10%. Ecco l’identikit di chi sniffa
È chiamata la droga dei ricchi, in contrapposizione all’eroina, considerata la piaga dei derelitti, o alla marijuana, consumata nell’immaginario collettivo prevalentemente dai giovani. Eppure a osservare le statistiche dell’Emcdda (European Monitoring Centre for Drugs and Drugs Addiction) il consumo di cocaina in Italia e in Europa non appare certo come un fenomeno legato ad una piccola èlite. Secondo l’ente europeo il 6,9% della popolazione italiana tra i 15 e i 64 anni ha provato la cocaina almeno una volta nella vita. Certo, parliamo di stime che si basano sulle indagini dei singoli Stati e, quindi, i numeri reali potrebbero essere più alti e nascondere il dato sui veri cocainomani. Ma una cosa è certa: a seconda dei Paesi c’è una decisa divisione tra le aree più ricche e meno sviluppate dell’Europa.
Quanti sono i cocainomani in Europa
Se a Est con l’eccezione dell’Estonia, dove i cocainomani sono il 5%, non si va oltre il 2% di persone in età lavorativa che hanno consumato questo stupefacente, a Ovest i numeri cambiano decisamente. Come si vede nella mappa in alto, in tre casi il consumo è superiore a quello italiano. In particolare in Spagna e nel Regno Unito sono più del 10% coloro che hanno consumato cocaina, rispettivamente il 10,3% e il 10,1%.
Da dove arriva la cocaina in Europa
La Spagna è notoriamente uno dei centri di smercio della cocaina in arrivo dal Sudamerica, spesso tramite traffici gestiti dalla nostra ‘ndrangheta, come sappiamo. Anche in Irlanda si sniffa di più che nel nostro Paese. Qui i consumatori arrivano al 7,8%.
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Il consumo di cocaina in Italia è maschile
In Francia e Germania si scende invece rispettivamente al 5,6% e al 4,1% delle persone che fanno uso di cocaina, mentre sono nei Paesi Bassi e in Danimarca, rispettivamente 6,5% e 6,4%, ci sono le percentuali più alte di cocainomani. Il dato scende in Scandinavia: in Norvegia si va al 5,1% e in Finlandia al 3,2%. Oltre alle differenze geografiche nel consumo di cocaina, è interessante vedere anche quali (e dove) sono le differenze di genere. In poche parole: il consumo di cocaina in Italia e in Europa sembra essere una questione prettamente maschile. Nel nostro Paese, infatti, il 6,9% è una media tra uomini e donne. La statistica relativa solo ai maschi arriva, invece, all’8,9% e non va oltre il 4,8% delle donne.
Uomini più cocainomani delle donne
Altrove il gap è ancora maggiore. Per esempio in Spagna dove il consumo tra gli uomini arriva al 14,6%, mentre scende al 5,9% tra le donne. Nel Regno Unito si va dal 13,5% al 6,6%. In Danimarca i consumatori di cocaina di sesso maschile sono addirittura il triplo di quelli di sesso femminile, il 10,2% contro il 3,4%. Proporzioni non molto diverse anche in Irlanda.

A quanti anni si diventa cocainomani
Qualcosa di vero, però, c’è nell’immaginario intorno alla cocaina in Italia. Ovvero il fatto che perlomeno nel nostro Paese il suo consumo è concentrato soprattutto nelle fasce di età meno giovani, in cui le sostanze usate sono prevalentemente altre. È tra i 35 e i 44 anni che la percentuale di italiani che ha consumato almeno una volta cocaina è massima. Del 10,8%. Che diventa del 14,2% tra gli uomini. Nella stessa fascia di età si arriva al 13,9% in Spagna, con un picco del 19,7% tra gli spagnoli di sesso maschile. Nel Regno Unito sono invece il 13,5% i 35-44enni consumatori. L’Italia è terza dopo questi due Paesi.
La droga e i giovani italiani
In Gran Bretagna il consumo di cocaina appare già piuttosto alto tra i giovani della fascia d’età compresa tra i 15 e i 24 anni: siamo all’11,3%. In Italia questa percentuale è addirittura inferiore alla media. Solo il 2,5% dei ragazzi di quest’età l’ha provata, il 3% nel caso degli uomini e il 2,1% in quello delle donne. L’Italia è superata in questa fascia d’età anche dalla Germania, dove si arriva al 3,5%, dalla Francia, 4,8%, e da Paesi dell’Est come Slovenia, Croazia, Lettonia dove nel complesso il consumo di cocaina è molto ridotto rispetto al nostro.
Gli effetti della cocaina
Questi dati sembrano in linea con i dati sui morti di overdose che hanno un’età media superiore ai 40 anni. Non sappiamo se la poca forza attrattiva della cocaina in Italia verso i giovani sia dovuta solo alla minore disponibilità di denaro o anche a un cambiamento culturale. La speranza è che ovviamente si tratti della seconda.
Fonte: Emcdda
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