
Quali aziende vincono più gare? E perché quelle del Centro se ne aggiudicano così tante?
In pochi conoscevano la Consip, la Concessionaria Servizi Informativi Pubblici, prima dell’inchiesta che ha visto coinvolti il ministro dello Sport, Luca Lotti, il padre di Matteo Renzi, Tiziano, e un imprenditore napoletano, Alfredo Romeo, oltre ad alcuni dirigenti dell’ente. Facciamo un passo indietro per chi di questa vicenda invece non ha saputo nulla. La Consip è nata nel 1997 per gestire i servizi informatici del Tesoro, è poi divenuta dal 2012 una centrale di committenza, ovvero assiste le diverse amministrazioni pubbliche negli acquisti di beni e servizi – perlomeno per quelli al di sopra dei 135mila euro. È quindi diventato fondamentale per le aziende entrare nel circuito degli appalti Consip.
I punti salienti dell’inchiesta Consip
Il caso Consip a cui accennavamo ha tre filoni d’inchiesta. Il primo, che resta il principale, è quello che vede indagato l’imprenditore Romeo per corruzione. L’uomo avrebbe corrotto un dirigente della Centrale di servizi, Marco Gasparri, per ottenere degli appalti e di aver promesso anche dei fondi a Tiziano Renzi, padre dell’ex primo ministro.
Il secondo filone è invece stato aperto nei confronti del Ministro Lotti e del comandante dei carabinieri Tullio Del Sette. I due sono stati accusati di aver avvisato i dirigenti Consip delle indagini in corso.
Ed infine l’ultimo ramo di questa inchiesta, risale a giugno 2017, è l’inchiesta per falso che ha coinvolto l’allora capitano del Noe Gianpaolo Scarfato (promosso a maggiore). La vicenda qui si complica. Il capitano infatti secondo l’accusa avrebbe attribuito una frase pronunciata da Italo Bocchino all’imprenditore Romeo. Inoltre stando alle dichiarazioni del Pm di Modena, Lucia Musti, il capitano Scarfato e dal colonnello Sergio De Caprio le avrebbero fatto pressioni per coinvolgere Renzi nella vicenda Consip.
Adesso che i punti chiave della vicenda sono chiari, passiamo ai numeri degli appalti Consip e cerchiamo di capire cosa fa la Concessionaria e perché ha un grande potere in Italia.
Quanti sono i fornitori Consip
Nel marzo 2017, secondo gli ultimi dati forniti dalla Consip stessa, sono stati 73.122 i fornitori abilitati ad operare sulla piattaforma, di questi solo 26.501 sono risultati attivi, ovvero hanno effettuato almeno una transazione tra gennaio e marzo. Altri 33.763 sono stati quelli con contratti attivi con clienti della Pubblica Amministrazione.
Quello però che è più interessante è stato verificare in quali regioni risiedono le aziende che sono riuscite ad entrare in affari con lo Stato. La Consip ha fornito anche questi dati sulla distribuzione dei fornitori e delle ordinazioni della Pa.
Ebbene nei primi 3 mesi di quest’anno la suddivisione delle aziende fornitrici in base all’area geografica è mostrata nel grafico in alto.
Il dato più importante è quello degli attivi, di coloro che sono stati quindi coinvolti in almeno una transazione. Il 25,7% ha sede nel Nord Ovest, il 23,1% nel Nord Est, il 23,17% nel Centro, il 18,82% al Sud e il 9,22% nelle Isole.
Quanti sono gli appalti Consip
Si tratta di una suddivisione equilibrata? Non esattamente. Tra tutti i parametri che si possono usare per effettuare una verifica abbiamo optato per un confronto tra fornitori degli appalti Consip e la popolazione italiana (dati Istat 2016). Ecco cosa è emerso.
Come si vede a essere sovra-rappresentati, rispetto alla popolazione, sono il Nord-Est, + 3,98%, e il Centro, + 3,21%. Le aree che invece hanno subito una sotto rappresentazione sono state il Nord Ovest, dell’0,84%, il Sud lo è stato di ben il 4,44% e le Isole, infine, dell’1,88%.
Una Consip troppo squilibrata
Negli anni solo la percentuale di fornitori del Centro e del Sud è costantemente aumentata. Si è passati dal 39,56% del 2015 al 41,92% del 2016. I due grafici sotto mostra il confronto tra i due anni: il primo si riferisce al 2016 e quello successivo al 2015.


L’analisi regionale degli appalti Consip
Le cose diventano però interessanti se si guardano le cose dal punto di vista regionale. Nel 2016 l’ordinato totale della Pubblica Amministrazione è stato di 6 miliardi, 566 milioni e 611 mila euro per 41.147 fornitori attivi, mentre nei primi 3 mesi del 2017 la cifra è stata di 1 miliardo, 188 milioni e 853 mila per 26.501 fornitori attivi.
Ebbene, nel 2016 i fornitori attivi del solo Lazio erano 4.405, il 10,7% nazionale, l’anno successivo sono stati invece l’11,1%. In percentuale il Lazio si è aggiudicato nel 2017 il 23,5% dell’ordinato della Pa, pur avendo il 9,7% della popolazione.
Le aziende della Lombardia, regione che ha una popolazione doppia rispetto a quella del Lazio, hanno venduto il 24,8% di quanto ordinato dallo Stato, solo l’1,1% in più del Lazio dunque. Nel caso della Lombardia la sproporzione tra ordini e abitanti è giustificata dall’importanza economica della regione. Resta però strana la sproporzione tra Lombardia e Lazio.
Da notare che la somma totale delle proporzioni delle vendite dei fornitori è più del 100% perché maggiore dell’ordinato dallo Stato nell’anno per questioni contabili.
Lazio appalta-tutto
I fornitori laziali sono leggermente più di quelli che la popolazione della regione farebbe attendere, ma questa discrepanza non è poi anomala vista la collocazione romana di tutta la Pa centrale. Questi fornitori però si aggiudicano le fette più grosse degli appalti Consip più consistenti; in proporzione, come abbiamo visto, si tratta del doppio rispetto al peso della sua popolazione.
È chiaro dunque che è da Roma che arriva la maggioranza degli ordini e che la gran parte degli appalti del Governo centrale restano nel Lazio. Insomma, tutto rimane una questione tra romani.
I dati si riferiscono al: 2015-2017
Fonte: Consip
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