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Marco Cobianchi

Sono nato, del tutto casualmente, a Milano, ma a 3 anni sono tornato a casa, tra Rimini e Forlì e a 6 anni avevo già deciso che avrei fatto il giornalista. Ho scritto un po’ di libri di economia tra i quali “Bluff” (Orme, 2009), “Mani Bucate” (Chiarelettere 2011), “Nati corrotti” (Chiarelettere, 2012) e, l’ultimo, “American Dream – Così Marchionne ha salvato la Chrysler e ucciso la Fiat” (Chiarelettere, 2014), un’inchiesta sugli ultimi 10 anni della casa torinese. Nel 2012 ho ideato e condotto su Rai2 Num3r1, la prima trasmissione tv basata sul data journalism applicato ai temi di economia. Penso che nei testi dei Nomadi, di Guccini e di Bennato ci sia la summa filosofico-esistenziale dell’homo erectus. Leggo solo saggi perché i romanzi sono frutto della fantasia e la poesia, tranne quella immortale di Leopardi, mi annoia. Sono sposato e, grazie alla fattiva collaborazione di mia moglie, sono papà di Valeria e Nicolò.

Gianni Balduzzi

Appassionato, qualcuno direbbe nerd, di numeri e statistiche riguardanti l’economia, la politica, la società, la geografia, è laureato in economia e commercio con master in cooperazione e economia internazionale, ha lavorato e lavora in società di consulenza e ha scoperto tardi la passione del giornalismo e della divulgazione scrivendo di politica ed economia per Youtrend, Termometro Politico, Strade, Linkiesta.
Pensa che vi sia un piacere tutto speciale nel far scoprire la realtà dietro l’apparenza, il pregiudizio e lo stereotipo, e che i numeri, nudi e crudi possano molto contro le credenze e i luoghi comuni, anche a costo di essere antipatici.

Giulia Augusto

Datemi un computer, un mouse e il pacchetto Adobe e vi trasformo anche l’aria in un grafico in movimento. Vengo da Napoli (ci torno appena quel dictator in chief di Cobianchi mi lascia partire) dove ho studiato architettura e poi design e comunicazione. Abito a a Milano, più o meno, e non è che poi sia così male come dicono. Approposito: sono l’unica ragazza in redazione e… li ho già sottomessi tutti.

Francesco Perugini

Lucano trapiantato a Milano. Marito impegnato, padre innamorato. Giornalista, rugbysta che con queste mani non potevo mica fare il pianista. Preferisco scrivere e inseguire storie. Gli unici numeri che odio solo quelli della bilancia.

Ho preso la strada dei Master in Giornalismo inseguendo la carriera del grande inviato, poi mi son svegliato e mi sono messo a lavorare per davvero. Mi trovate anche sulle pagine sportive di Libero e ho scritto un libro: “La grande storia del derby Milan-Inter”. Ho scoperto il mondo dell’economia e delle aziende grazie a Business People. Dal mio libro preferito, “Il deserto dei Tartari”, ho imparato che non bisogna mai stare fermi.

Andrea Nicoletti

Con una laurea in lettere e un master in filosofia non dovrei essere qui. Però sono appassionato di numeri da quando ho scoperto che tra le infinite cifre decimali del Pi Greco ci sono anche la mia data di nascita e il saldo del mio conto in banca. C’è anche il vostro, basta sapere dove cercarlo.

Scrivo regolarmente per Capital e Business People e ho collaborato con Panorama Economy e il Mondo. Ero a ilNuovo.it, il primo giornale online in Italia e in 3 Italia quando nasceva internet sul telefonino. Per Vodafone, Telecom Italia e il gruppo Schibsted ho fatto il consulente editoriale e assieme a loro ho imparato come si comunica sul web e sui dispositivi mobili: bisogna tagliar corto e andare dritti al punto.

Danilo Supino

Classe 1988, laureato in Storia e con la fissa per il data driven. Sono giornalista ma il mio rapporto con il giornalismo e i giornalisti è piuttosto conflittuale. Troppe opinioni e troppo pochi fatti. Per questo ho scelto un modo di fare il mestiere che non prevedesse il “secondo me”. E così sono diventato datajournalist perché “i dati non mentono” (cit.). E siccome sono snob, alla domanda “che lavoro fai?” rispondo “sono un datajournalist”, alla quale ne segue un’altra di solito: “Cioè?”.
Adoro la storia e osservo con interesse il Medio Oriente. Se metto insieme dati, storia e mondo arabo-islamico mi esalto e mi perdo nei meandri dei secoli e dei numeri. Tra le varie cose, conduco una ricerca su come i dati possono essere studiati come fonte storica, la data-driven history.
Ma soprattutto, faccio carbonare da paura ma a dirlo è la mia ragazza, che è di parte.

Giovanni Bucchi

Classe 1985, laurea in Scienze Politiche a Bologna, sposato, giornalista professionista (per gli amici giornalaio), a 23 anni inizia la gavetta in redazione a La Voce di Romagna dove rimane per sei anni tra Rimini e Imola. Oggi scrive di politica, economia, marketing e agricoltura per diverse testate tra cui ItaliaOggi, MF, Formiche.net e i magazine Business People e Class. E’ autore di un ebook: “EuroRomanzo. Da Maastricht alle tentazioni di fuga” per Informant.

Michele Chicco

Barese adottato da Milano, nato già con molte domande. Guardo con curiosità quello che succede e provo a capire la realtà guardando i numeri: giornalista economico, ma con molte sfumature. Sono un laureato in Lettere recidivo: dopo la triennale a Bari, ho continuato gli studi a Roma. La fortuna mi ha fatto vincere una borsa di studio Erasmus e sono volato in Scozia, ad Edimburgo: un anno passato a studiare gli indipendentisti, per poi veder perdere il referendum nazionalista. Tifo la Roma e soffro tanto.

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