Più del 90% lavora nel settore della distribuzione e della vendita
Birra e lavoro sono due mondi che nella storia sono sempre andati a braccetto. L’amore della working class del Regno Unito e d’Irlanda per questa bevanda e il ruolo di aggregatore sociale di bar e pub è cosa risaputa. E pochi sanno che nell’Antica Mesopotamia (le prime testimonianze della produzione di birra risalgono proprio a quel periodo) parte della retribuzione dei lavoratori era corrisposta proprio in birra.
Oggi le cose sono un po’ cambiate ma il nesso tra birra e lavoro rimane forte, e non solo perché dopo una giornata di lavoro una birra fresca, rigorosamente bevuta in compagnia, è esattamente quello che ci vuole, ma soprattutto perché produrre, distribuire e servire questa bevanda genera occupazione: in Italia i dipendenti dell’intera filiera sono 87.668, un numero che si traduce in 22,6 posti di lavoro generato da ogni dipendente delle aziende produttrici di birra. Un numero che equivale allo 0,36% di tutti gli occupati italiani.
Birra e lavoro
Il settore che produce più occupazione è quello della distribuzione e della vendita, che occupa 80.347 persone, il 91,65% del totale. In particolare, nel settore della ristorazione dove si consuma birra (non solo pub, ma anche ristoranti, bar, pizzerie e gourmet) lavorano 69.700 dipendenti.
Dal 2009 al 2015 il loro numero è aumentato del 13% e a beneficiare di queste opportunità lavorative sono stati soprattutto i giovani: nel 2015 il 33,7% di chi serve birra aveva meno di 30 anni e l’82,8% meno di 50 (dati: Istat).
Dopo quello della distribuzione ad occupare più persone è la produzione, con 3.708 dipendenti. Seguono i fornitori, con 2.760 dipendenti e, infine, la logistica, con 853 lavoratori.
Per maggiori informazioni www.osservatoriobirra.it
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