fbpx
 In Notizie curiose

Gli uomini sfiorano gli 81 anni. Ma il ricambio tra decessi e nuovi nati non era così basso dal 1918

Le donne meglio degli uomini, ma tutti possono dirsi soddisfatti: l’aspettativa di vita di chi nasce in Italia è decisamente superiore all’aspettativa di vita media europea per entrambi i sessi. Come si vede nel grafico sopra, l’Italia secondo Eurostat (sono dati del 2018) è seconda tra i paesi dell’Unione europea dietro alla Spagna con un’aspettativa di vita alla nascita di 83,1 anni nel 2017: due anni in più rispetto alla media dell’Unione europea (80,9 anni). Tra il 2000 e il 2017, la speranza di vita degli italiani è aumentata di 3,2 anni, un incremento di poco inferiore rispetto all’aumento medio dell’Ue nel suo complesso (3,6 anni).

Per scendere nel dettaglio, però, utilizziamo i dati aggiornati al 2019 e appena pubblicati dall’Istat. Nel 2019 a livello nazionale gli uomini sfiorano gli 81 anni, le donne gli 85,3. Rispetto al 2018, secondo i calcoli dell’istituto nazionale di statistica, c’è stato un incremento di a 0,1 decimi di anno: un mese di vita in più. Preoccupa, invece, un altro dato:  è stato registrato il più basso livello di ricambio naturale mai espresso dal Paese dal 1918. Vuol dire che il ricambio per ogni 100 residenti che muoiono sia oggi assicurato da appena 67 neonati, mentre dieci anni fa risultava pari a 96.

La speranza di vita

Ma ci sono anche cattive notizie. Dopo decenni di costanti e consistenti incrementi è da sottolineare, tuttavia, come – secondo l’Istat – la speranza di vita abbia iniziato a rallentare il suo ritmo di crescita. Il fenomeno è particolarmente accentuato tra le donne. Basti pensare che il genere femminile impiegò 18 anni, ovvero dal 1972 al 1990, per portarsi da 75 a oltre 80 anni di speranza di vita alla nascita. Invece, per raggiungere il successivo traguardo degli 85 anni occorse circa un quarto di secolo, dal 1990 al 2014. Venendo poi all’analisi di quanto avvenuto più di recente, nel solo decennio 2009-2019 le donne conseguono un incremento di sopravvivenza pari a 1,5 mesi in più all’anno, quando nel decennio precedente, 1999-2009, fu pari a 2,5.

Aspettativa di vita differenziata

Nonostante siano meno pronunciate rispetto alla maggior parte degli altri paesi dell’Unione europea, le disuguaglianze nella speranza di vita legate alla condizione socioeconomica non devono essere trascurate. Basti pensare che, per fare un esempio, gli uomini di 30 anni con livelli di istruzione inferiori vivono in media 4,5 anni in meno rispetto ai coetanei che possiedono livelli di istruzione più elevati. Tra le donne tale divario è minore, circa tre anni.

Queste differenze – come fa notare la scheda dedicata all’Italia del rapporto di Eurostat “State of health in Eu”– sono riconducibili, almeno in parte, alla maggiore esposizione a vari fattori di rischio e a stili di vita malsani, ad esempio tassi di tabagismo più elevati e cattive abitudini alimentari, tra gli uomini e le donne che possiedono livelli di istruzione inferiori. Esistono anche disparità regionali nella speranza di vita (le vedremo meglio più avanti), ma secondo i ricercatori sono meno marcate di quelle legate al livello di istruzione. Nel 2017, la regione con la speranza di vita alla nascita più elevata era la regione settentrionale del Trentino Alto Adige, i cui cittadini avevano una speranza di vita di tre anni superiore rispetto a quelli della Campania.

I dati si riferiscono al: 2017-2018

Fonte: Eurostat

Leggi anche: In 10 anni abbiamo guadagnato 1,3 anni di vita
Se vuoi vivere di più prendi la laurea

Start typing and press Enter to search