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L’Europa ne produce 200mila tonnellate, ma è troppo poco. Gli apicoltori sono troppo piccoli

Ogni anno 600mila apicoltori europei, con i loro 16 milioni di alveari, producono circa 200mila tonnellate di miele. Numeri giganteschi, che però non coprono la domanda interna dell’Unione, tanto è vero che l’Europa è dipendente dalle importazioni di miele, che proviene soprattutto dalla Cina dove si producono qualcosa come 474mila tonnellate di miele l’anno (dato 2014).

Il caso del miele cinese

Il problema della mancanza di autosufficienza riguarda la grandezza dei singoli produttori. Soltanto il 4% degli apicoltori europei si possono considerare “professionisti”, cioè con un numero di alveari sufficiente a consentire una produzione industriale. Nel grafico sopra sono indicati il numero di apicoltori Paese per Paese e, per ognuno, il numero di apicoltori “professionisti” cioè con più di 150 alveari ognuno.

E tutti gli altri? Sono apicoltori “della domenica”, amatori o appassionati, oppure coltivatori per i quali l’apicoltura rappresenta solo una parte di un business più importante come l’allevamento.

Apicoltori amatoriali

In Italia, ad esempio, su 50mila apicoltori, solo 2mila possono essere considerati “professionisti”. In Germania, le cose non sono molto diverse: ci sono ben 116mila apicoltori ma appena 81 sono dei “professionisti”. In Grecia, ci sono più di 7mila “professionisti” su circa 24mila apicoltori ufficiali.

In ogni caso, anche se la “stazza” dei produttori di miele si sta allargando, la quantità di miele prodotto è impressionante: 200mila tonnellate l’anno che pone l’Europa al secondo posto nel mondo dopo la Cina: il 12% del miele mondiale viene prodotto in Europa mentre il 28% è miele cinese.

L’Europa ha importato, nel 2015, 197.545 tonnellate, in crescita dalle 176.090 tonnellate del 2014 e dalle 165.512 tonnellate del 2013 e il dato è visto in crescita anche per i prossimi anni visto anche che, dato che la produzione interna europea non basta a soddisfare la domanda, è molto difficile che per questo prodotto vengano posti dazi all’ingresso.

I dati si riferiscono al: 2016

Fonte: Commissione europea

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