In Crisi&Ripresa
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Fino a giugno l’aumento maggiore nel Nordovest. Su 19 semestri, in 10 c’è stata contrazione

Quello qui sopra è un grafico di grandissima importanza. Un po’ complicato, a prima vista, ma molto importante: mostra l’andamento mutui per le imprese. Indica, insomma, la domanda di soldi da parte delle aziende, semestre per semestre dal 2009 alla prima metà del 2018. E’ importante perché è la domanda di credito, più che l’offerta, ad essere correlata con l’andamento dell’economia reale del Paese.

L’andamento mutui dal 2009

La Banca d’Italia ha chiesto a 285 banche italiane se e quanto questa domanda si stese espandendo o contraendo. In questo rapporto il numero “1″ rappresenta il punteggio massimo, indica, cioè, una notevole espansione della domanda mentre “0,5” una moderata espansione, “0” stabilità, “-0,5” una moderata contrazione e “-1” una notevole contrazione. Le varie sfumature di colore indicano le diverse categorie di banche che la Banca d’Italia ha preso in considerazione.

Nel complesso nel primo trimestre del 2018, l’ultimo di cui si hanno i dati, vi è stata espansione, più forte al Nordovest, con un punteggio medio di 0,305. Al Nordest si è scesi a 0,251, un livello simile a quello del Centro, 0,259, però superiore a quello del Mezzogiorno, 0,197.

E’ interessante il confronto con i semestri precedenti. Al Nordovest parliamo di una espansione notevole rispetto ai due semestri del 2017 quando, nel primo, ci fu anche una contrazione. E’ un ritorno all’espansione che era cominciata nella seconda parte del 2015 (con +0,352) ed era proseguita per tutto il 2016, dopo anni di contrazione e stagnazione, culminati con un -0,319 nella prima metà del 2012, in piena tempesta dello spread. Nel Nordest il dato del primo semestre del 2018 è il terzo migliore dopo quelli del secondo semestre 2015 e del primo del 2016, al Centro il secondo migliore dopo il +0,314 del primo semestre 2016.

Al Sud invece nonostante si faccia meglio del periodo precedente, occorre ritornare a un anno prima, all’inizio del 2017, per trovare una espansione migliore. Il Mezzogiorno è anche l’area dove durante la crisi si è raggiunta la contrazione peggiore, -0,399 nel tragico primo semestre del 2012.

Su 19 semestri, 10 di contrazione

In tutte le aree nei 19 semestri esaminati ben 10 sono stati caratterizzati da una contrazione più o meno grande, tranne al Nordest, dove sono stati solo 7. In ogni caso concentrate nel periodo finito nel 2014, in realtà. La Banca d’Italia però distingue tra la domanda di crediti verso le banche più grandi, ovvero le 15 appartenenti ai 5 gruppi maggiori, e le altre 270 banche “minori”Ebbene, i gruppi più importanti hanno visto in generale una domanda maggiore in tutte le aree d’Italia, con un punteggio di 0,385 al Nordovest, di 0,331 al Nordest, di 0,347 al Centro, di 0,243 al Sud.

E’ un’ulteriore conferma che sono state le aziende più grandi, che si affidano a grosse banche, e non le piccole imprese, che si rivolgono di più a quelle del territorio, a fare più investimenti durante la ripresa.

C’è tuttavia da far notare che queste stesse grandi banche sono quelle che soffrirono una più che proporzionale contrazione durante la crisi, fino a segnare un -0,423 nel primo semestre 2012 al Nordovest, -0,432 al Centro nello stesso periodo e -0,435 al Sud il semestre dopo, il dato peggiore registrato in Italia. Al contrario il migliore è il +0,463 del Centro Italia del primo semestre del 2016. Una sofferenza legata ai crediti inesigibili che raggiunsero livelli difficilmente sopportabili dal sistema e che, in pochi anni, gli istituti di credito più grandi sono riusciti a diminuire fino a riportarli ad un livello più che accettabile, come Truenumbers ha spiegato in questo articolo.

Le altre banche, anche per loro maggiore numerosità e capillarità sul territorio, hanno registrato oscillazioni minori. Nell’ultimo periodo esaminato non si va oltre il +0,172 del Nordovest. I periodi di contrazione non hanno superato gli 8 sul totale, mentre per esempio si era arrivati a 13 nel caso delle Grandi Banche al Centro.

La massima contrazione nella domanda di credito agli istituti più piccoli è stata quella del primo semestre 2012, al Sud, con un punteggio di -0,367. La maggiore espansione il +0,326 al Nordest nel secondo trimestre del 2017.

Piuttosto il problema è che nella prima parte del 2018 vi è stata una contrazione della crescita della domanda di credito un po’ ovunque rispetto al periodo precedente, al contrario di quanto accaduto con le grandi banche. E in particolare al Nordest e al Sud, dove l’indice di espansione si è all’incirca dimezzato. 0,167 contro 0,326 al Nordest, e 0,129 contro 0,260 al Sud.

L’andamento mutui per le famiglie

Il grafico qui sotto mostra gli stessi dati ma questa volta riferiti alla domanda di credito da parte delle famiglie, specificatamente nel settore dei mutui per la casa, in Italia molto importante rispetto al credito al consumo.

In questo ambito negli anni della crisi ci sono stati dei crolli molto maggiori nell’andamento mutui di quelli relativi al credito alle imprese. Nel primo semestre 2012 si raggiunse -0,771 al Nordovest, vicino al minimo di -1. E -0,732 al Nordest. Sono corrisposte espansioni molto importanti, come quelle del secondo trimestre 2015, con +0,591 al Nordovest, +0,605 al Centro. Del resto le compravendite di immobili hanno visto una ripresa in Italia dopo il calo dei prezzi, anche se non sono servite a risollevare il valore degli immobili, al contrario di quanto accaduto altrove in Europa.

Nell’ultimo anno il mercato dei mutui per la casa si è raffreddato, siamo ancora in una fase di espansione, e anzi c’è stato un miglioramento rispetto al secondo semestre 2017, ma si tratta di espansioni piccole, l’indice è +0,175 a Nordovest, +0,155 al Nordest, +0,180 al Centro, +0,003, al Sud dove c’è stagnazione.

E in questo caso è presso le banche più grandi che c’è una espansione minore. Almeno in 3 aree su 4. Al Centro invece con +0,242 la domanda di credito cresce di più presso i grandi gruppi bancari che presso le banche minori (dove l’indice è +1,05).

Come si è già visto le grandi banche rispondono in modo più forte all’andamento della congiuntura, ed accade ancora di più per i mutui immobiliari.

Nel periodo più nero, nella prima parte del 2012, si è arrivati a -0,814 al Nordovest, anche se il dato peggiore in assoluto è il -0,846 del Sud nel primo trimestre 2009.

La ripresa è stata altrettanto forte, si è superato +0,8 quasi ovunque nella seconda parte del 2015, con un massimo di +0,896 al Centro.

Presso le altre banche non si è andati oltre un +0,486, al Nordovest nel primo semestre sempre del 2015.

E nell’ultimo periodo si assiste a una espansione modesta ma superiore a quella registrata presso le grandi banche. Il massimo si registra al Nordovest, con +0,235, il minimo al Sud con +0,047.

Anche in buona parte degli altri semestri durante la ripresa il Nordovest ha fatto segnare punteggi superiori a quelli delle altre aree in questo indice, soprattutto se ci soffermiamo sulle altre banche. Ma in questo caso non vi sono enormi differenze in base all’ampiezza degli istituti di credito.

Andamento mutui, la ripresa c’è (stata)

In generale possiamo dire che almeno fino a giugno vi era una modesta crescita dell’andamento dei mutui, sia per l’acquisto di abitazioni che per credito al consumo, segno che anche tra i consumatori la ripresa, seppur debole, è continuata.

Dai primi dati sul periodo successivo provenienti dalla Bce sappiamo che invece si è verificata una contrazione dello stock di credito in generale, assieme a un aumento dei tassi. Vedremo dal prossimo report semestrale di Bankitalia se vi sarà una conferma di tutto ciò.

I dati si riferiscono al: 2009-2018

Fonte: Banca d’Italia

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