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Le persone più a rischio povertà sono i ragazzi, non i pensionati. Ecco perché

L’Ocse ha appena pubblicato il suo corposo rapporto sulle pensioni e tra i migliaia di numeri che lì sono contenuti, questo grafico è probabilmente il più drammatico di tutti. Mostra che fin dagli Anni ’80 tra i Paesi dell’Ocse (quelli considerati sono 18) è in atto una tendenza in base alla quale le persone anziane sono diventate quelle che, oggi, sono a meno rischio di povertà mentre, contemporaneamente, sono i giovani, oggi, quelli più esposti alla possibilità di vivere una vita al di sotto degli standard minimi.

Questo rischio di povertà si traduce nella difficoltà di trovare un lavoro dignitoso che permetta di soddisfare i bisogni elemntari, di creare una famiglia e, appunto, di provvedere per il proprio futuro attraverso adeguati accantonamenti. Tutto questo è molto più difficile per i giovani di quanto non lo fosse 30 anni fa perché le politiche economiche dei Paesi hanno puntato a garantire un buon tenore di vita per le persone anziane piuttosto che per i ragazzi e le ragazze.

 

I dati si riferiscono al: metà Anni ’80-2013

Fonte: Ocse

 

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