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Una firma e via: lo dice la Costituzione, ma si può comandare a colpi di penna?

Durante le sue prime settimane in carica, il presidente Donald Trump ha firmato una serie di ordini esecutivi per mantener fede agli impegni presi in campagna elettorale. La decisione più controversa è stata la stretta sull’immigrazione.

Il grafico riporta il numero di ordini esecutivi firmati dai presidenti Usa e l’uso, o l’abuso, di questo strumento, espresso come numero medio di ordini all’anno. Siamo solo agli inizi, ma stando alla media aritmetica, Trump fa un uso massiccio del suo potere esecutivo.

Trump decide da solo

Dal giorno del suo insediamento ad oggi, Donald Trump ha tradotto in fatti molte delle sue promesse elettorale usando lo strumento dell’ordine esecutivo. In tutto ne ha firmati 17. Se facciamo la media, sarebbero 100 all’anno, molto di più dei suoi predecessori (vedi il nostro grafico). Questo modo di agire ha sollevato parecchie perplessità sul tipo di decisioni che il Presidente può prendere legalmente e in modo unilaterale. Insomma: per quali scopi Trump può usare la sua autorità esecutiva scavalcando il Congresso?

Un “vizio” tutto americano

Anche se i dati non sono completi, in quanto non tutte le azioni presidenziali devono essere
pubblicate, una prospettiva storica può aiutare a dare un’idea di come i presidenti degli Stati Uniti
abbiano usato il loro potere esecutivo.

A partire da George Washington, tutti ne hanno fatto largo uso. Non fa eccezione neppure Barack Obama: l’ex presidente fu fortemente criticato dai suoi avversari con l’accusa di aver portato avanti i suoi obiettivi senza passare dal Congresso e di aver fatto politica “con un colpo di penna” firmando 276 ordini esecutivi, più o meno come George Bush (291) ma sicuramente meno di Clinton (364).

Il Presidente Franklin D. Roosevelt  è stato quello che ha dato più “ordini”, 3.728 in tutto, ma va considerato che era lui il comandante in capo durante la seconda guerra mondiale.

Trump, l’uomo forte al comando

Nonostante abbia la maggioranza in entrambe le camere del Congresso, anche il presidente Trump sembra seguire lo stesso schema dei suoi predecessori. Ha firmato due ordini esecutivi il giorno stesso del suo insediamento e altri subito dopo. Ad oggi, la più controversa tra le decisioni d’autorità prese da Trump riguarda le misure introdotte per limitare l’ingresso dei rifugiati nel paese.

L’ordine ha sollevato un’ondata di proteste negli Stati Uniti e in tutto il mondo, è stato contestato in tribunale e infine temporaneamente revocato. Il 6 marzo Trump ha firmato il suo 17esimo ordine che revoca il precedente e al contempo introduce nuove misure per limitare l’immigrazione dai paesi “pericolosi”.

I dati si riferiscono al: 2017
Fonte: The American President Project, Parlamento Europeo

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