In Fisco e tasse

Il totale dell’imposizione fiscale è di 12 punti superiore alla media Ocse. E resta inchiodata lì

La media dell’imposizione fiscale sul lavoro tra i Paesi dell’Ocse è pari al 36% del reddito. L’Italia è a quota 47,8%.

Le tasse sul lavoro nel mondo

Sono i dati dell’ultimo rapporto dell’organizzazione parigina sulle condizioni di lavoro nei paesi aderenti. L’Ocse ha preso come riferimento lo stipendio medio di un lavoratore single senza figli e ha considerato l’imposizione fiscale che grava sia sul datore di lavoro sia sul dipendente.

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Il risultato più importante è che in moltissimi Paesi le tasse sul lavoro calano invece di aumentare. Italia compresa. Il nostro Paese, infatti, anche se la tassazione complessiva è a un livello di quasi 12 punti percentuali superiore a quello della media Ocse, ha visto nel 2016 calare il peso del fisco anche se appena dello 0,08%. Un’inezia che ci avvicina solo impercettibilmente verso gli altri Paesi. Potremmo consolarci, però, considerando che il taglio medio delle tasse sul lavoro tra i Paesi Ocse è più basso: 0,07%.

Quanto a tasse sul lavoro pochissimi Paesi fanno peggio di noi nell’ambito Ocse: Belgio, Germania, Ungheria e Francia, ma tutti questi Paesi hanno tagliato le tasse più di noi (tranne la Germania, appena lo 0,05%). Il Belgio, ad esempio, è in testa alla classifica delle tasse sul lavoro, ma nel 2016 le ha tagliate di ben l’1,34%. L’Austria è riuscita a fare meglio: -2,47%. Naturalmente ci sono anche Paesi che hanno aumentato le tasse sul lavoro. La Grecia in testa a tutti: più 1,06% seguita da Israele con un più 0,57%.

I dati si riferiscono al: 2015-2016

Fonte: Ocse

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