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Le donne, senza saperlo, versano circa mille euro al mese di imposte in più rispetto agli uomini

Si chiama “pink tax” ed è un ricarico sui prodotti femminili: quasi mille dollari procapite ogni anno in America, ma anche da noi le cose non vanno diversamente.

Il grafico sopra mostra, per ogni tipologia di prodotto, quanto costa la versione femminile (di più) rispetto a quella maschile (di meno). I dati sono del Dipartimento per la tutela dei consumatori (Dca) della città di New York che ha analizzato 5 industrie, 24 negozi, 91 marche, 35 categorie di prodotti e 794 prodotti.

I prodotti per donna sono più costosi

Da quest’analisi emerge che i prodotti per donne sono più costosi. Un esempio? I giochi e gli accessori da bimba costano il 7% in più rispetto a quelli da maschietto, i vestitini il 4%. E crescendo la musica non cambia. Gli abiti da donna sono l’8% più costosi dei capi da uomo, i prodotti per la cura del corpo del 13% e quelli per la salute dell’8%. Analizzando 397 casi d’acquisto è stato notato come le donne nel 42% abbiano dovuto pagare di più degli uomini, mentre l’inverso è accaduto solo 72 volte (18%).

Lo Stato della California ha stimato inoltre che annualmente le americane paghino una “tassa di genere” pari a circa 1.351 dollari in un anno. E si arriva al paradosso: anche un normale caschetto da bici soffre della discriminazione di genere e costa di più se è “rosa”.

Le tasse anche sugli assorbenti (ma non sulle lamette da barba)

Il grafico sopra mostra la “tassa sugli assorbenti” nei vari Paesi europei. Gli assorbenti interni rientrano infatti tra i prodotti parafarmaceutici e come tali sono tassati. Quanto? Dipende. Lo stato con la tassazione più elevata è l’Ungheria (27%). La Grecia prima dei piani di austerità ne aveva una al 13%, oggi schizzata al 24%. Solo in Irlanda e Malta è a zero, mentre in  Gran Bretagna la “tampon tax” è stata da poco tagliata  al 5% (era al 20%). In Italia? Lo sappiamo: l’Iva è al 22%

Insomma, non solo una donna ha il ciclo, annessi e connessi, ma deve pure pagare le tasse sui suoi assorbenti, mentre uomo può tranquillamente radersi con le sue lamette al 4%.

La “tampon tax” nel resto del mondo

Negli Stati Uniti solo 5 stati su 50 hanno ritirato le tasse sui prodotti sanitari rosa: Maryland, Massachussetts, Minnesota, New Jersey e Pennsylvania. In altri cinque stati (New Hampshire, Delaware, Montana, Alaska e Oregon) non ci sono balzelli e i restanti applicano aliquote tra il 4 e il 9%. La Malesia è al 6% mentre in Australia il ciclo è tassato al 10%.

I dati si riferiscono al: 2016

Fonte: Commissione Europea

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