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La strage degli YazidiMassacrati dall’Isis: ecco i veri numeri, poco conosciuti, del genocidio

Sotto il rullo compressore del Daesh (acronimo arabo per Stato islamico), oltre alle comunità cristiane, sono finiti gli Yazidi, una tribù di origine e di lingua curda con una propria tradizione, una propria cultura e una propria religione. Questo popolo aveva il suo nucleo principale nella regione di Mossul, a Shaikhān.

Le donne schiave sessuali

Nel 2016 il Daesh teneva ancora in stato di schiavitù sessuale più di 3.500 ragazze e donne yazidi. E non è stato un caso se lo corso anno il Premio Sacharov 2016 per la libertà di pensiero è andato a Nadia Murad Basee Taha e Lamiya Aji Bashar, due yazidi che sono riuscite a fuggire dal Califfato. Quella premiazione è stata un modo per riportare all’attenzione della cronaca sul tragico destino di questo popolo, vittima dell’odio e dell’intolleranza degli jihadisti dell’Isis.

Il grafico sopra mostra la composizione etnica e religiosa della popolazione dell’Iraq, in migliaia di unità. Gli Yazidi sono 500mila. Oltre alle donne schiave, ci sono anche 3.200 persone prigioniere  nelle mani di Isis e altri duemila sono riusciti a scappare. Ma sono solo stime: è praticamente impossibile avere dati certi e affidabili anche perché prima del genocidio perpetrato nei loro confronti dai terroristi islamici dell’Isis, infatti, la popolazione yazida era molto più numerosa.

L’Isis ha sterminato un popolo

Ai primi di agosto del 2014, i combattenti dell’Isis sconfissero le forze peshmerga curde in diverse aree del nord-ovest dell’Iraq. Il loro obiettivo era quello di ottenere il controllo degli impianti petroliferi. Gli attacchi nella regione del Sinjar, invece, hanno avuto come obiettivo principale quello di sterminare gli Yazidi.

In decine di migliaia  sono fuggiti dai loro villaggi nelle montagne circostanti, dove sono stati poi circondati dalle forze dell’Isis. Centinaia sono morti nel giro di pochi giorni, nonostante gli aiuti umanitari, mentre migliaia sono stati catturati e deportati in Iraq e in Siria. Gli uomini che hanno rifiutato di convertirsi sono stati uccisi, gli altri condannati ai lavori forzati, mentre le donne sono state costrette a convertirsi e poi sono state vendute come schiave domestiche e sessuali, oppure sono state costrette a sposarsi contro la loro volontà.

Le bambine di 9 anni sono state separate dalle madri e a loro è stato riservato lo stesso destino delle donne adulte: schiave o spose bambine. I ragazzi dai dieci anni in su, invece, sono stati inviati nei campi di addestramento militare.

Quale futuro per gli Yazidi?

Il futuro degli Yazidi in un Iraq liberato dall’Isis è ancora incerto. Anche se la Costituzione irachena garantisce libertà di religione e di culto gli Yazidi sono ancora una minoranza discriminata. Il governo iracheno, molto indebolito dai combattimenti, dagli attacchi terroristici e dalle tensioni con il governo regionale del Kurdistan, non ha un vero piano per il futuro delle minoranze del Paese.

I dati si riferiscono al: 2017

Fonte: Parlamento Europeo

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